Record del numero di occupati ad aprile

Record del numero di occupati ad aprile

Ad aprile, segnala l'Istat, la disoccupazione resta all'11,2%, mentre sale al 33,1% quello giovanile, 0,6 punti percentuali in più di marzo.

Ad aprile il tasso di disoccupazione resta stabile all'11,2%. L'occupazione femminile registra un nuovo massimo, al 49,4%, ma resta forte la distanza rispetto agli uomini (67,5%).

Torna a crescere la disoccupazione dei giovani.

La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età, eccetto per i 25-34enni. "Prosegue la ripresa degli indipendenti (+60 mila) e dei dipendenti a termine (+41 mila), mentre diminuiscono i permanenti (-37 mila)". Su base annua continua l'aumento degli occupati (+0,9%, +215 mila). "Dopo i livelli massimi della fine del 2014, la disoccupazione è tornata sui livelli della seconda metà del 2012", su cui viaggia ormai già da tempo, spiega l'Istat. La crescita della disoccupazione si concentra tra gli uomini, distribuendosi in tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni.

Il mercato del lavoro italiano nei dati provvisori di aprile Istat (ed Eurostat, di confronto internazionale) diffusi ieri, mostra luci e ombre: rispetto ad aprile 2017 gli occupati sono aumentati di 215mila unità; si porta così il numero assoluto di persone con un impiego al livello record di 23 milioni e 200mila unità (il precedente picco risaliva ad aprile 2008, 23 milioni e 177mila occupati).

Nei dodici mesi aumenta il numero di disoccupati (più 0,8%, più 24 mila) mentre cala fortemente quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (meno 2,4%, meno 318 mila). Per il secondo mese consecutivo cresce l'occupazione tra gli indipendenti oltre che tra i dipendenti a termine. Tuttavia la stima delle persone in cerca di occupazione registra un aumento dello 0,6% (+17mila) su marzo e dello 0,8% (+24mila) su base annua.

Ad aprile l'Istat ha conteggiato 64mila occupati in più rispetto al mese di marzo; si tratta essenzialmente di donne (+52mila unità), lavoratori over 35 anni (è una primissima inversione di tendenza), autonomi, che si sono riaffacciati nel mercato del lavoro, per effetto anche della lenta ripresa in atto, seppur con rapporti (o incarichi professionali) "a termine".

La disoccupazione in Germania segna una flessione di 0,2 punti percentuali scendendo al 5,1%.