Pensioni dal 2019 coefficienti piu bassi

Pensioni dal 2019 coefficienti piu bassi

Secondo l'Anief, Quota 100 rischia di trasformarsi in una beffa: la fatidica soglia, frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, indicata dal M5S come necessaria per superare la Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire dai 64 anni di età. Ci vorrà comunque del tempo: "L'appuntamento più importante è la legge di bilancio di fine anno -ha detto Di Maio a Lucia Annunziata- dobbiamo fare tutti i provvedimenti a costo zero e mettere insieme due fondi: uno per il reddito di cittadinanza e uno per il superamento della legge Fornero". E ciò avviene nel momento in cui questi consegue la prestazione previdenziale, ovvero decide o ha possibilità di andare in pensione. Nessuna sforbiciata, invece, per quei soggetti che hanno meno di 18 anni di contributi al 1995: per loro non cambierebbe nulla rispetto alle regole attuali. Assegni previdenziali più bassi. La seconda è lavorare di più. Le simulazioni realizzate da Progetica per L'Economia, del Corriere della Sera, mostrano i possibili effetti della revisione radicale della legge Fornero.

59 anni: divisore 22,654; coefficiente 4,414%. Si ipotizza "una continuità lavorativa sino alla pensione, una crescita annua dell'1,5% per la retribuzione e dello 0,5% per il Pil (Prodotto interno lordo) - spiega sul quotidiano Andrea Carbone, partner di Progetica -". Un anno lavorato prima dei diciannove ne varrebbe 1,25. Molto dipenderà dalla direzione che intenderà prendere l'esecutivo giallo-verde, con il ministro dell'Economia Giovanni Tria che avrà un bel lavoro da fare nelle prossime settimane su più tavoli: diverse le priorità, dalla riforma fiscale al reddito di cittadinanza ma, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, la riforma fiscale è prevista in autunno.

Capire come funziona la quota 41 è tuttavia più facile del previsto anche perché non si tratterebbe di una novità: si tratta di una misura già introdotta con la scorsa riforma delle pensioni ma esclusivamente per i precoci. Anche quella di lungo termine.

Il Governo e il suo Contratto per il Cambiamento questa domanda non se la pongono. La prima è attendere correttivi da parte del governo. "Ma questi conti saranno del tutto coerenti con l'obiettivo di proseguire sulla strada della riduzione del rapporto debito/Pil".

Le pensioni diminuiscono a causa dell'aumentare dei coefficienti di trasformazione. Nel 2019, salvo modifiche, la pensione di vecchiaia si raggiungerà a 67 anni, con coefficiente 5,604% mentre oggi si raggiunge a 66 anni e 7 mesi, con coefficiente 5,169%.

Pensioni che con tutta evidenza nessun contributo versato può neanche lontanamente coprire. Per la Uil, quindi, aggiunge Proietti, "è necessario varare una modifica dei coefficienti di trasformazione, legandoli alle coorti di età".

I coefficienti, a seguito della Riforma Fornero del 2011, vengono aggiornati ogni triennio, in corrispondenza dello scatto degli adeguamenti alla speranza di vita.