OMS: il consumo di tabacco una delle principali cause delle malattie cardiovascolari

OMS: il consumo di tabacco una delle principali cause delle malattie cardiovascolari

In occasione della Giornata Mondiale senza tabacco, che quest'anno si concentra sulla correlazione tra tabacco e malattie cardiache, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori ha scelto di promuovere gli effetti positivi sulla salute per chi smette di fumare attraverso esperienze dirette.

Non solo il cuore, ma tutti gli organi del corpo sono attaccati dal fumo e dalle conseguenze dell'uso di tabacco e dalla sua combustione. Una versione in spagnolo ha consentito ai colleghi andalusi un immediato recepimento del messaggio che si vuole trasmettere con questa proposta di comunicazione molto sintetica e immediata: "Togliti il fumo dalla testa: ricolorati con + salute, energia e benessere; autostima e gratificazione; libertà fisica e psicologica". In molti paesi questa scarsa consapevolezza è sostanziale. Dannoso è anche il fumo passivo.

"I governi hanno il potere di proteggere i loro cittadini dalla sofferenza inutile delle malattie cardiache", afferma Douglas Bettcher, direttore dell'Oms per la prevenzione delle malattie non trasmissibili. "Le misure che riducono i rischi per la salute del cuore poste dal tabacco includono il fatto che tutti i luoghi pubblici e di lavoro interni siano completamente non fumatori e promuovano l'uso di avvertenze sui pacchetti di tabacco che dimostrano i rischi per la salute del tabacco". Secondo l'Oms, quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni databagismo e fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Aggiungendo che, a causa della crescita della popolazione, il numero di fumatori nel mondo è rimasto relativamente stabile intorno a 1,1 miliardi. Tuttavia - sottolineano dall'Oms - il trend delle azioni da mettere in campo per ridurre la domanda di tabacco e le relative morti e malattie è in ritardo rispetto agli impegni globali e nazionali: ridurre il consumo di tabacco del 30% entro il 2025 tra persone di 15 anni e più.

- per sesso: gli uomini di 15 anni e più utilizzavano il 43% di tabacco nel 2000 rispetto al 34% nel 2015.

Secondo i dati della rilevazione HBSC del 2014 (ultima indagine condotta, attualmente è in corso la raccolta dati per il 2018) la percentuale degli studenti 15enni che dichiarano di aver fumato almeno una volta nella vita è il 42,1% tra i ragazzi e sfiora il 50% tra le ragazze. In Italia, il numero di fumatori continua a diminuire, mentre quello delle fumatrici cresce (di nuovo) e aumentano le malattie correlate al tabacco nella popolazione femminile.