MotoGP: Andrea Iannone lascia la Suzuki ed approda in Aprilia

MotoGP: Andrea Iannone lascia la Suzuki ed approda in Aprilia

La Suzuki si è detta "grata ad Andrea Iannone per il contributo dato allo sviluppo della moto e per i risultati ottenuti insieme, confermando un appoggio incondizionato fino al termine della stagione, sperando in risultati ancora migliori nelle restanti gare".

Andrea Iannone è pronto a cambiare team dal prossimo anno.

Le strade di Andrea Iannone e della Suzuki si separeranno a fine stagione.

Una sfida tutta italiana, come ha sottolineato il team manager Fausto Gresini: "Quello tra Iannone e Aprilia sarà un gran bel connubio, uno dei più interessanti della MotoGP e potrà portare grandi risultati", ha detto Gresini. Il team considerato principale indiziato a garantirglielo è l'Aprilia, che ha un posto libero per la prossima stagione: l'altro è infatti dello spagnolo Aleix Espargaro, confermato alla guida per il 2019.

Andrea Iannone non sarà più un pilota della Suzuki a partire dalla prossima stagione.

Dal canto suo, Iannone porterà sulla sua Aprilia RS-GP esperienza, velocità, grinta, voglia di vincere e di stupire, unite a una sempre più sostanziosa maturità in pista.

Il progetto tecnico - Aprilia Racing aggiunge così un elemento importante di crescita al suo progetto - il più giovane della MotoGP - condotto da un reparto corse che punta tecnologica avanzata ed espressione di un grande gruppo industriale totalmente italiano.

In MotoGP dal 2013, dopo essersi messo in mostra in 125 e Moto2 raccogliendo un totale di 12 vittorie e 12 piazzamenti a podio, Andrea Iannone vanta in top class un palmares di una vittoria, 8 podi e 2 pole position. Il suo arrivo, è il segno del crescente impegno del Gruppo Piaggio e di Aprilia nel programma MotoGP, nel quale la nostra moto ha già dimostrato di poter contare su basi tecniche valide. "Benvenuto Andrea, facci divertire!" ha concluso Gresini.

"Ora, però, siamo concentrati su questa stagione con Aleix e Scott e vogliamo lavorare ancora per crescere e riportare la moto dove merita". Una stortura per una Casa che ha vinto 54 titoli iridati nelle altre categorie, ma non ha mai sfondato nella classe regina.