Migranti: Ue, per riforma Dublino puntiamo all'unanimità - Politica

Migranti: Ue, per riforma Dublino puntiamo all'unanimità - Politica

Niente accordo sullo scottante tema dei migranti in Europa.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha twittato: "La proposta del Parlamento europeo per la riforma di Dublino è l'unica che mette insieme fermezza e solidarietà". Ad esempio, nel periodo preso in esame, risulta che il 90% delle somme oggetto di sospette frodi sia stato già versato agli interessati. Il segretario di Stato tedesco Stephan Mayer al suo ingresso al consiglio Affari interni di Lussemburgo aveva affermato che Berlino era "aperta ad una discussione costruttiva. Ma com'è attualmente non la accettiamo".

"L'Europa ha bisogno di un'intesa sulla riforma di Dublino, ma con le elezioni delle destre in Europa oggi è un problema raggiungere un compromesso". C'è un clima politico più duro. Con il Regolamento attuale, l'Unione Europea non ha strumenti efficaci per obbligarli ad accettare richiedenti asilo da altri paesi. In parole più spicce, il regolamento di Dublino (detto Dublino III) stabilisce quale nazione debba farsi carico di accogliere i richiedenti l'asilo. Sono soprattutto i giornali che contano negli Usa, in Germania, nel Regno Unito ad avere nel mirino l'Italia, definita populista e sovranista; non sono poi mancati giudizi taglienti (talora ritrattati o persino distorti dai media stessi) verso il governo gialloverde, ritenuto poco affidabile per il futuro dell'Ue.

Se la fotografia del fenomeno frodi e irregolarità varie commesse a danno dell'Unione è davvero fedele, o anche solo somigliante, alla realtà delle cose, allora c'è da mettere seriamente in dubbio la possibilità che i fondi europei riescano a rappresentare quell'occasione di sviluppo per il nostro Paese che sarebbe tanto necessaria. Dobbiamo rimandarli indietro. Quindi dobbiamo cercare di aggirare l'articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani. Altra partita chiave, quella del bilancio Ue per il 2021-2027. La Spagna solo in minima parte e la Turchia, nonostante gli accordi bilaterali e i miliardi di euro ricevuti dai paesi dell'Ue, ha mostrato di gestire in modo anomalo (per usare un eufemismo) i flussi di migranti provenienti da paesi in cui sono in corso conflitti, come nel caso della Siria. Anche le promesse di trasferimento da Grecia e Italia si sono rivelate un fallimento.

Il Belgio, sottolinea, non vuole "più immigrazione illegale". La prima proposta di riforma esige che le richieste di asilo vadano smistate tra gli Stati membri in proporzione al loro Pil e alla popolazione. Dall'altro l'Italia e i Paesi del Sud a fianco del quartetto di Visegrad. Non si sono espressi Estonia, Polonia e Gran Bretagna. Uno spiraglio invero esiguo: "Non dobbiamo risparmiare gli sforzi per continuare ad avanzare con uno spirito costruttivo, questo mese", ha detto il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. Una prospettiva che a qualcuno ha fatto temere una ripetizione della vicenda greca e forse ad altri, in Germania, fatto sperare che nella futura Unione Europea l'Italia faccia un passo di lato e non resti nel gruppo di testa. Il neo ministro dell'Interno Matteo Salvini ha dichiarato che non sarà presente alla riunione perché impegnato a Roma a seguire la fiducia al Senato; per questo invierà una delegazione che, sempre secondo il ministro, dovrà opporsi alla proposta di riforma della presidenza di turno bulgara.