Migranti: Salvini, Aquarius a Malta

La nave Aquarius con a bordo oltre 629 migranti non potrà attraccare in Italia: il Viminale, infatti, non intende autorizzarne lo sbarco, ritenendo che, trovandosi l'imbarcazione a 43 miglia da Malta, sia La Valletta "il porto più sicuro". Ma il governo maltese replica: "Il recupero della nave Aquarius è avvenuto nell'area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma".

Le autorità maltesi avevano impedito l'altro ieri l'ingresso in porto della nave Seefuchs, con 126 migranti a bordo: l'unità, di una Ong olandese, era in difficoltà per le cattive condizioni del mare, ma Malta - ha riferito alla polizia italiana il comandante dell'unità - ha solo proposto assistenza in mare, senza autorizzare l'ingresso in porto.

Il caso della nave Aquarius, il cui attracco nei porti italiani è stato proibito con un'azione congiunta dal ministro degli Interni Matteo Salvini e da quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha aperto il dibattito sulla regolarità o meno di questo divieto.

La situazione è in evoluzione e resta da capire in quale porto potranno sbarcare i migranti tratti in salvo. L'Italia non offrirà alternative.

Le autorità maltesi hanno immediatamente risposto a Salvini sostenendo che l'accoglienza della nave Aquarius "non è loro competenza". Noi non abbiamo nulla a che fare con questa vicenda. "La Valletta", ha sottolineato Salvini, "non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d'intervento". Lo scorso 9 giugno il neo ministro ha sottolineato che non avrebbe più permesso alle Ong attive nel Mediterraneo di "continuare a svolgere il ruolo di taxi del mare".

"Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale, con sei diverse operazioni di salvataggio" ha scritto stamane in un tweet Medici senza frontiere. "Se qualcuno pensa che si ripeterà un'estate con sbarchi, senza muovere un dito, non è quello che farò come ministro".

Una misura, quella della chiusura dei porti, che sarebbe senza precedenti e che segue due giorni di sbarchi e soccorsi nel Mediterraneo per far fronte alla partenza di oltre 1000 libici verso le coste europee. "Non starò a guardare", aveva detto sabato Salvini. A bordo ci sono anche 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Era così intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare sabato mattina a Pozzallo.