Migranti, la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano: "Stupore per le parole di Salvini"

Migranti, la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano:

Il ministro dell'Interno interpellato a Pozzallo, domenica, sui casi di intemperanza registrati nei centri di accoglienza, aveva detto: "La Tunisia è un paese libero e democratico, ma spesso e volentieri esporta galeotti". In una intervista rilasciata oggi alla emittente radiofonica Rtl Salvini usa parole di riconoscimento per il lavoro svolto dal suo predecessore al Viminale, Marco Minniti.

La propaganda anti-immigrati del neoministro dell'Interno Matteo Salvini comincia a produrre i primi danni. A partire dallo scontro diplomatico con il governo di Tunisi.

"Le dichiarazioni di Matteo Salvini - dice la nota del ministero degli Esteri di Tunisi - "non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell'immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno". Le perplessità di Tunisi arrivano nonostante la volontà espressa da Salvini di parlare con il suo omologo tunisino. "Sono pronto a incontrare il mio omologo tunisino", replica il vicepremier leghista che poi, sul tema migranti, lancia un altro ultimatum all'Ue: "O ci dà una mano o dovremo scegliere altre vie". E ha inglobato le pressioni in primis di Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, che vogliono che la responsabilità per i Paesi di primo ingresso sia di otto anni contro i massimo due chiesti da Italia, Grecia, Spagna, Cipro e Malta. A cominciare dal Regolamento di Dublino, per proseguire con la richiesta di maggiore sostegno per i rimpatri, impulso ai ricollocamenti e ridefinizione delle missioni Frontex. Tunisi, spiega ancora il rappresentante dell'esecutivo nordafricano, "non se lo merita". Posizioni che, secondo il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, "sarebbe più saggio si facessero nei luoghi istituzionali adatti". Salvini sottolinea che "il governo non entra nella camera da letto", ma, allo stesso tempo, precisa che "un bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà, non il genitore 1,2 o 3".