Migranti, Conti vola da Macron: ultima trattativa per cambiare l'accordo di Dublino

Migranti, Conti vola da Macron: ultima trattativa per cambiare l'accordo di Dublino

Lo sconto con i transalpini è durissimo. Macron contrattacca, tanto che il premier Giuseppe Conte è costretto a valutare seriamente l'ipotesi di annullare il bilaterale di venerdì all'Eliseo.

"Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all'Italia io resto a Roma". Al tempo stesso, l'antipopulismo con il quale Macron ha trionfato contro Marine Le Pen alle presidenziali e poi alle politiche del 2017, deve essere bilanciato con la prudenza. "Preferisco vini e formaggi italiani a quelli francesi, tie'!", ha poi ironizzato Salvini. Mentre Salvini è intervenuto per tutto il giorno, rivolgendosi direttamente al leader francese per chiedere a più riprese un passo indietro della Francia.

Ma se il ministro dell'Interno detta le condizioni, Macron non si piega.

Parole dure quelle delle autorità francesi, che non sono piaciute a molti in Italia. Utilizzando dunque un linguaggio forte rispetto alla normale dialettica tra due Paesi i cui rapporti sono stati sinora più che distesi. Il suo presidente si sarebbe dimostrato all'altezza della sua arte politica, della sua capacità di far capire e prendere in considerazione le ragioni dell'altro e tutti i dati di un problema. "Il silenzio della Francia su questo tema è una vergogna", ha dichiarato furiosa, "e l'unica cosa che ci rispondono è che. risponderà il governo in aula". 'Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare'. Leggevo che l'Italia è isolata: "penso che non siamo mai stati così centrali come in queste ore".

L'Italia è quindi stata costretta in questi anni a negoziare con il governo di Tripoli ma soprattutto con le milizie per frenare i flussi migratori. Tra le mani ha la relazione che gli hanno preparato i tecnici del Viminale, ma se ne infischia. "L'Italia - prosegue la nota del governo - non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall'altra parte". A partire da Angela Merkel, che sta cercando di mediare e proporre una soluzione unitaria europea anche per arginare il suo ministro-avversario Seehofer, pronto a lanciare "un asse dei volenterosi" con Salvini e il cancelliere austriaco Kurz per chiudere i confini. Al Parlamento europeo poi la plenaria sul caso Aquarius si è trasformata in un vero e proprio processo contro l'Italia, accusata - a partire dal leader dell'Alde Guy Verhofstadt - di populismo e nazionalismo e paragonata a Ungheria e Polonia.

Salvini, dal canto suo, ha risposto piccato alla Francia. Il presidente del Consiglio aspettava le scuse, anche informali, del presidente francese Macron, "conditio sine qua non" perché non cancellasse la sua visita di venerdì a Parigi. Ma le scuse, fino a questa sera, non sono arrivate. Chi è che fa concorrenza leale e sleale alle nostre aziende in Libia? È quanto afferma un portavoce del ministero degli Esteri francese. "Gli italiani non hanno niente da imparare in termini di solidarietà". "Chiedo a Macron - ha aggiunto - di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere per dare un segno concreto".