Lavoro, Di Maio rilancia: "Salario minimo e via spesometro"

Lavoro, Di Maio rilancia:

"E' un primo piccolo passo - sottolinea - ma vogliamo dare un segnale perche' c'e' tanta gente che chiede dignita'".

Il primo atto del neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, è stato quello di incontrare lavoratori che consegnano in bicicletta. I diritti principali che chiediamo sono gli stessi che chiedono a Milano, a Torino e a Bologna: un'assicurazione sugli infortuni, indennità e salario minimo garantito, abolizione del cottimo e della paga a consegna.

"Stamattina -ha spiegato in un video- ho voluto iniziare l'insediamento al ministero del Lavoro incontrando i "rider". Oggi - conclude - e' iniziato un percorso per un modello di lavoro meno precario e un salario minimo piu' dignitoso". E' accaduto ieri a Roma, dove la sigla bolognese hanno "ascoltato le intenzioni di Di Maio e portato le nostre proposte", ha detto Maurilio Pirone, precisando che "non abbiamo la minima intenzione di rappresentare tutti i riders italiani, anche perchè nelle diverse città, ed è un fatto importante, i riders si sono autorganizzati in esperienze di sindacato metropolitano che stanno lottando e parlano con la loro voce".

"Questi ragazzi - aggiunge Di Maio - sono il simbolo di una generazione abbandonata, che è quella generazione vittima di tante leggi del precariato insieme al fatto che i lavori cambiavano".

Tavolo che potrebbe avere il suo avvio la prossima settimana, quando Di Maio riconvocherà i rappresentanti dei rider, i quali, a loro volta, avevano chiesto di poter incontrare a quattr'occhi i rappresentanti delle multinazionali che però finora li avevano snobbati, se non addirittura minacciati di ritorsioni e "licenziamenti" a causa delle loro richieste.

"Non ho ancora composto tutti gli staff e salutato i dipendenti del ministero ma dobbiamo metterci subito al lavoro perché si è già perso troppo tempo per i giovani. E' un'occasione unica, non possiamo perdere tempo". "Dobbiamo lavorare contro la burocrazia, lo spesometro, il redditometro, gli studi di settore e lo split payment".