La molecola della felicità non ha più segreti

La molecola della felicità non ha più segreti

La serotonina è uno dei più importanti neurotrasmettitori del nostro corpo.

Il sistema serotinonergico è coinvolto anche nel controllo del comportamento sessuale e delle relazioni sociali (bassi livelli di serotonina sembrano collegati ad ipersessualità e comportamenti aggressivi antisociali). Tra gli alimenti che contengono triptofano troviamo uova, latte e latticini, carne e salmone, ma anche alga spirulina disidratata, semi di soia, semi di sesamo e di girasole, cacao, cioccolato fondente, patate, banane, riso, cereali integrali, verdure a foglia verde, noci e mandorle. Il meccanismo che ne regola il funzionamento è stato svelato dalla ricerca, pubblicata su Neuron, coordinata dall'Italia, con l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), in collaborazione con il dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e l'università Sorbona di Parigi. Nota anche con l'espressione di molecola della felicità, la serotonina è l'ormone guida delle nuove situazioni emotive e motorie e il suo funzionamento è indispensabile per una corretta comunicazione tra i neuroni del cervello.

Secondo quanto dichiarato da Raffaella Tonini, del dipartimento di Neuromodulazione dei circuiti corticali e subcorticali dell'Iit e coordinatrice della ricerca in questione, assemblare tutti i passaggi molecolari [VIDEO] che la serotonina compie all'interno del cervello è d'aiuto nello scoprire cosa accade quando essa non viene prodotta o nel caso in cui vengono a mancare i recettori necessari per il legamento. Capita però che non funzioni correttamente a causa di malattie come il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivi-compulsivi.

"Questo è stato possibile - spiega il professore Massimo Pasqualetti dell'Ateneo pisano - grazie alla possibilità che oggi abbiamo in laboratorio di generare modelli animali in cui l'attività di una specifica popolazione neuronale, in questo caso quella dei neuroni che producono la serotonina, può essere modulata in remoto, così da verificare in tempo reale le conseguenze della riduzione di rilascio di serotonina a livello dello striato".

Nel corso dello studio, i neuroscienziati hanno utilizzato approcci sperimentali avanzati, tra cui l'optogenetica e la chemogenetica, per accendere e spegnere i neuroni attraverso la luce o l'attivazione di proteine geneticamente ingegnerizzate.

Questo studio getta dunque le basi per comprendere patologie come la depressione, in cui il recettore per la serotonina 5-HT4 non viene prodotto in normale quantità, avvalorando recenti teorie neuropsichiatriche che evidenzierebbero nei pazienti affetti da depressione un'incapacità di adattarsi ai cambiamenti imposti dall'ambiente.