Ivrea, striscioni su Regeni al comizio di Salvini

Ivrea, striscioni su Regeni al comizio di Salvini

Al comizio del Ministro dell'Interno Matteo Salvini a sostegno del candidato a sindaco del centrodestra d'Ivrea, Stefano Sertoli, è andata in scena anche una protesta, a pochi metri dal palco, da parte di alcuni giovani radicali che hanno esposto uno striscione per chiedere verità sull'omicidio di Giulio Regeni. "Le buone relazioni portano risultati, le sanzioni no". Le dichiarazioni rilasciate dal vicepremier e ministro dell'Interno a Otto e Mezzo hanno scatenato le polemiche.

"Vogliamo ricostruire buoni rapporti con l'Egitto", ha affermato Salvini, in quanto paese "importante" con cui è necessario avere buoni rapporti diplomatici. Un cittadino italiano è morto in Egitto in circostanze misteriose e sospette: "il titolare del Viminale vuole che si smetta di indagare?".

Prima o poi la tragica morte del ricercatore friulano Giulio Regeni sarebbe emersa e dal nuovo governo si attendeva una presa di posizione.

"La sensazione che il ruolo di Salvini stia oltrepassando di molto i limiti che gli sono istituzionalmente attribuiti è ormai diffusa, e può creare confusione non solo in Italia ma anche all'estero: l'Egitto - ha concluso Serracchiani - potrebbe leggere le parole del ministro italiano come un via libera a smettere di collaborare". Di qui la richiesta di un chiarimento formale al vertice dell'Esecutivo e ai ministri competenti.

"Secondo De Monte" le parole di Salvini sono vergognose.

"Non vorremmo che fosse questa una risposta, oltre che irrituale, inquietante nella forma e nel contenuto" - ha aggiunto Marchesi - "alla lettera che Amnesty International Italia ha scritto solo due giorni fa, oltre che al vice primo ministro Salvini, al presidente del Consiglio Conte, all'altro vice primo ministro Di Maio e al ministro degli Esteri Moavero Milanesi, nella quale si esprime disappunto per le dichiarazioni nelle quali Salvini, nel sottolineare l'importanza dei rapporti con l'Egitto, pare sminuire l'importanza di conoscere i nomi dei responsabili dell'arresto, della sparizione, della tortura e dell'uccisione del ricercatore italiano".