Immigrazione, dazi e Russia. L'impronta di Conte sul G7

Una storia e valori comuni: "quelli dell'Europa". Rampini: "Sgarbo senza precedenti" Donald Trump lascerà il summit del G7 senza attendere la fine dei lavori per volare a Singapore, dove lo attende il delicato incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-Un. "Ci concentriamo su altri formati - ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov - L'importanza dell'istituzione G7 data dalla Russia si è ridotta negli anni perché in un contesto politico ed economico in evoluzione, è in rapida crescita invece l'importanza di formati come il G20". "Tuttavia credo che dovremmo permettere alla Russia di tornare in questo consesso".

Una pioggia battente ha accolto l'arrivo in Canada del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Alla domande se grazierebbe anche l'ex capo della sua campagna elettorale Paul Manafort, incriminato nel Russiagate, o il suo avvocato Michael Cohen, il presidente ha risposto che "è troppo presto per pensarci: non sono stati condannati per qualcosa, non c'è niente da graziare". "L'unica aggressione in corso che stiamo subendo è quella dal fronte del Mediterraneo, non mi sembra ci siano aggressioni russe in corso nei confronti dell'Italia e della Ue". "L'Italia ha bisogno dell'Europa e l'Europa non è completa senza l'Italia". "L'Italia è sempre stata tradizionalmente fautrice della considerazione della Russia nell'ambito del G8", ha poi aggiunto a margine del G7. La risposta di Trump non si era fatta attendere, su Twitter e a stretto giro, in un botta e risposta a distanza: "Si dica per favore al primo ministro canadese Trudeau e al presidente francese Macron che loro fanno pagare agli Stati Uniti dazi enormi e creano barriere non-monetarie.il surplus commerciale dell'Ue è di 151 miliardi di dollari, e il Canada tiene i nostri agricoltori e altri fuori".

Prima di aprire lo scontro russo, Trump aveva preso di mira gli alleati europei sui commerci.

Conte: "Sono d'accordo con il presidente americano". Se pero' l'ottimismo sui piu' semplici impegni dei documenti tematici saliva nelle ore, non altrettanto facilmente cresceva quello sul testo finale. "Con la Russia saremmo più forti" avrebbe detto il presidente Usa secondo quanto riportato da fonti di Palazzo Chigi, scatenando la reazione di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May, convinti che Vladimir Putin "non possa fare come gli pare".

La Casa Bianca prova a separare lo scontro commerciale dai problemi di solidarietà politica: "Chiediamo equità, non mettiamo in discussione la solidarietà atlantica".