Governo Conte, cosa ha detto Renzi al Senato

Riferendosi al programma dell'esecutivo gialloverde, l'ex presidente del Consiglio poi ha aggiunto: "Il contatto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto".

"Il presidente del Consiglio non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostro rispetto".

L'intervento è anche un'occasione in cui l'ex presidente del Consiglio contesta il linguaggio che è stato radicalmente modificato a seconda delle opportunità politiche del momento: "Lei è un premier non eletto, potrei dire un collega". È vero che avete fatto la storia almeno otto volte in 89 giorni, ma voi non siete lo Stato, siete il potere. "Se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo - ha detto Calderoli -, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani".

Successivamente Renzi ha fatto riferimento alle parole post elezioni di Luigi Di Maio, il quale aveva annunciato la nascita della Terza Repubblica dopo la vittoria del M5s: "È iniziata la Terza Repubblica?" Lo dice il senatore Pd Matteo Renzi nel suo intervento in Aula. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Gli 80 giorni di teatrino ci fanno pensare che sia tornata la prima Repubblica con un armamentario lessicale come 'i due forni'. "Hanno promesso sogni da 100 miliardi: il reddito di cittadinanza ne vale 20, la Flat tax 60, quota 100 vale 16, le clausole Iva 12 - sottolinea Renzi -". Non so se e' il governo del cambiamento. Intanto e' cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto; quello che nella XVII Legislatura si chiamava partitocrazia oggi si chiama democrazia parlamentare, quello che nella XVII Legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale, quello che nella XVII Legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato oggi si chiama cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi.

"A Salvini voglio parlare da padre a padre: ora rappresenti il Paese - ha concluso -, non possiamo permetterci di creare polemiche". Salvini non è più solo un leader politico. Ci dia una mano, guida l'ordine pubblico ed è responsabile della sicurezza di tutti noi. "Voglio che risuoni il nome di Mor e Modou uccisi da un italiano razzista a Firenze quando ero sindaco, in risposta a chi ha detto che 'la pacchia è finita'".