Foodora, via dall'Italia con il "decreto dignità"

Foodora, via dall'Italia con il

Per quanto animato da buone intenzioni, il provvedimento potrebbe avere effetti non considerati dai suoi estensori [VIDEO] e finire per danneggiare proprio i lavoratori che intende tutelare, di fatto si tornerebbe allo scenario antecedente l'introduzione dei voucher e del jobs act: un sistema nel quale questa tipologia di lavoratori poteva scegliere solo tra un lavoro in nero e nessun lavoro, con l'aggravante di avere stroncato sul nascere un segmento di attività economica che già oggi vale 450 milioni e contribuisce alla sopravvivenza di molti ristoranti.

Il governo si prepara al confronto con le aziende che usano i rider. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Fb citando le critiche di Foodora - che si era detta pronta a lasciare l'Italia con regole troppo vincolanti - e annunciando che domani incontrerà le principali piattaforme di food delivery, da JustEat a Deliveroo. "Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani - spiega su facebook - sta disgregando la nostra società". Il dirigente di Foodora, una dei big del settore del food delivery finito nel mirino del ministro del Lavoro, prefigura uno scenario di fuga dal Paese con il piano ipotizzato da Di Maio per aumentare i diritti dei rider: "Quella che filtra - ha detto al Corriere - è una demonizzazione della tecnologia che ha dell'incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle". L'amministratore delegato si dice contento "che adesso il Ministro dichiari di voler favorire la crescita delle attività della Gig economy". La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre, insieme a quella di far crescere l'azienda. "Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l'Italia", aveva detto Cocco. "Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci" e "calare la crescita demografica". Cocco ha aggiunto: "Il 75 per cento in una settimana lavora meno di 25 ore".

Secondo il manager, trentunenne come il ministro Di Maio, Il giovane manager, 31 anni come il vicepremier, se la bozza venisse confermata, "non ci sarebbe alcuna speranza per il settore di restare in piedi": "gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso". "La durata media è 4 mesi, non di più". "Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore", ha commentato Cocco dopo le parole di Di Maio.