Farmaci rivoluzionari contro l’emicrania presto in Italia: come funzionano

Farmaci rivoluzionari contro l’emicrania presto in Italia: come funzionano

L'emicrania è una particolare forma di mal di testa, molto doloroso, e deve il suo nome alla particolare localizzazione del dolore: solitamente colpisce infatti soltanto un lato del cranio, indifferentemente il destro o il sinistro. Si tratta del Fremanezumab, "un anticorpo monoclonale, che agisce bloccando l'attivita del Cgrp, la proteina che scatena l'attacco di emicrania", come spiega il neurologo Fabio Frediani, presidente dell'Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF).

Un nuovo farmaco per la cura dell'emicrania è stato diffuso nel mercato USA e dovrebbe arrivare a breve anche in Europa e in Italia, già approvato dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

L'emicrania - una malattia legata alla vasodilatazione che segue un'improvvisa costrizione dei vasi cerebrali e che causa crisi di mal di testa che vanno dalle 4 ore ai 3 giorni - si distingue in cronica ed episodica. "Oggi stanno arrivando sul mercato dei farmaci che sono capaci di interferire con il meccanismo che genera la malattia, e che si esprimerà poi con delle crisi".

Il direttore del Dipartimento di Neuroscienze Asst Elio Agostoni ha parlato, come riportato da Ansa, in merito all'emicrania, uno dei malanni più frequenti e fastidiosi che infastidiscono la vita di tantissime persone in tutto il mondo: "Abbiamo curato fino a questo momento le crisi di emicrania, ma non la malattia o meglio l'abbiamo fatto solo parzialmente. Quando le crisi occupano 4-5 giorni al mese l'indicazione è quella di fare la profilassi, quando invece si tratta di episodi che sono meno di cinque giorni al mese c'è solo la terapia dell'attacco". In Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito sono oltre 15 milioni le persone che soffrono di emicrania episodica e cronica, in Europa questa malattia ha un costo per l'economia di 18 miliardi di euro l'anno in termini di produttività e giornate di lavoro perse.