Di Maio rassicura i commercianti: "L'Iva non aumenterà"

Di Maio rassicura i commercianti:

Il Ministro per lo Sviluppo Economico e il Lavoro Luigi Di Maio, alla sua prima uscita pubblica da Ministro, concludendo i lavori dell'assemblea, ha condiviso l'idea del "contratto" assumendo l'impegno a non aumentare l'Iva. Ad assicuralo è Luigi Di Maio durante il suo intervento all'assemblea di Confcommercio. "Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro e inseriremo l'inversione dell'onere della prova. E poi è necessario invertire l'onere della prova: siete tutti onesti fino a prova contraria". E poi: "L'Italia ha storicamente svolto una funzione nell'ambito dell' alleanza occidentale, nell'ambito della Nato ma è stato un Paese che ha saputo dialogare con i paesi dell'Est e con quelli del Mediterraneo, del Nordafrica, che ci permetteranno di risolvere anche il problema dei flussi migratori".

C'è un tema centrale che domina l'Assemblea annuale di Confcommercio ed è proprio l'aumento dell'Iva. "Ma la vera salvaguardia, la vera garanzia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d'acquisto, la competitività diffusa delle imprese". "Non è possibile che le tasse portino via il 62% delle entrate di un'impresa". Il vice premier affronta inoltre il nodo dei rapporti tra il governo giallo-verde e la Ue: "Ci teniamo alla tenuta dei conti, se vogliamo bene all'Italia, e noi le vogliamo bene, se vogliamo portare avanti progetti economici dobbiamo ricontrattare a livello europeo delle condizioni che l'Italia non può sostenere, lo faremo con il dialogo ma anche dicendo dei no". Quando la ripresa faticosamente emerge, resta insufficiente per ossigenare l'economia.

L'Italia è "vulnerabile e coraggiosa al tempo stesso". Il presidente di Confcommercio ha quindi proposto di "mettere mano anche alla tassazione locale, con una local tax, unica, certa e semplice" e ha invocato "risposte immediate" come "la deducibilità dell'IMU sugli immobili strumentali" e "il riporto delle perdite per le oltre due milioni di piccole imprese in regime di cassa" e "la web tax". "Nella chiarezza dei rapporti, abbiamo la preoccupazione che questa misura finisca per disperdere un patrimonio di relazioni e traguardi ottenuti" dice e rilancia sui voucher "non si capisce perché sono stati soppressi". "Per tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione", afferma, sottolineando che "il lavoro nobilita l'uomo fino a che ti dà la soddisfazione di arrivare a fine mese" e invece siamo in un momento in cui "si cerca di lavorare pur guadagnando zero".