Consiglio Ue: nella notte l'accordo sui migranti. Merkel delusa

Consiglio Ue: nella notte l'accordo sui migranti. Merkel delusa

Un nuovo approccio è passato per i salvataggi in mare, che devono rispettare le leggi europee, e per le ONG che non devono interferire con la guardia costiera libica. Il Consiglio "accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente".

"Sempre all'articolo cinque - ha spiegato Conte - è prevista la possibilità di creare dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco e, se del caso, il transito dei migranti anche in Paesi terzi, sotto il coordinamento e la cooperazione con l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati e con l'Oim". Ma questo non è un fallimento del governo Conte, semmai è la dimostrazione che questo governo ha cominciato a porre un problema politico che non è risolvibile oggi, perché l'unico punto archetipale su cui si fonda il costrutto dell'Ue è economicistico, fondato non su un potere stabile, ma fortemente instabile a seconda che prevalgano interessi francesi o interessi tedeschi o - come accadde con la nomina di Draghi alla Bce - interessi statunitensi, preoccupati, questi ultimi, per la crescita della potenza tedesca e per il neogaullismo francese o ancora, come sta accadendo oggi, interessi britannici, attraverso il ruolo che l'Olanda e le città anseatiche della Germania esercitano sulle istituzioni europee. Si parla di un'"Europa più responsabile e solidale e Italia non più sola". I ricollocati dall'Italia, finora, sono stati 13 mila con un rifiuto categorico del Patto di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) di cedere.

Merkel, la leader più longeva dell'Ue, è sottoposta a una forte pressione da parte degli alleati della Baviera, che minacciano di chiudere la loro frontiera ai migranti se lei non sarà capace di siglare un accordo con i partner europei. Gli Stati devono adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastarli (quindi, anche respingere al confine migranti provenienti da altro Paese Ue la cui posizione non è stata vagliata). L'accordo separato, dunque, non riguarda l'Italia che per le "relocation" rimane ancorata al quadro generale introdotto nell'agenda Ue dall'accordo del 2015, l'anno dell'impennata degli sbarchi, che in qualche modo ha provato ad "addolcire" la rigidità di Dublino III. "Il concetto di Paese di primo arrivo non si può cancellare". "Direi che nel complesso - ha proseguito Conte - possiamo ritenerci soddisfatti: è stata una lunga negoziazione, come ci dice l'orario, ma l'Italia non è più sola, come avevamo richiesto". Inoltre, nelle conclusioni si è stabilito il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l'Africa che "ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani" e viene anche chiesto che vengano intensificati i rapporti e gli accordi con i Paesi di origine e transito dei migranti. "Cinque direttive sono in corso di trattazione e altre due (inclusa la riforma del sistema di asilo detto di Dublino, ndr) che vanno decise nei tempi più brevi possibili". "Non siamo uniti là: dobbiamo riuscire a far fronte a questa sfida restando fedeli ai nostri valori, proteggendo i nostri popoli e la coesione nazionale". Ma, ha avvertito la cancelliera, "abbiamo ancora molto lavoro da fare per superare le divisioni".