Che cosa significa la minaccia di veto di Conte al Vertice Ue

Che cosa significa la minaccia di veto di Conte al Vertice Ue

Contro i trafficanti di esseri umani, dice il testo, l'Unione europea "continuerà a sostenere l'Italia e altri Stati membri in prima linea" e, con ulteriori stanziamenti, "rafforzerà il suo sostegno alla regione del Sahel e alla guardia costiera libica.".

Il vertice del Consiglio europeo sulle migrazioni si è concluso a tarda notte e il premier Giuseppe Conte, nell'annunciare il buon esito dell'incontro, ha voluto ringraziare i giornalisti presenti.

Soddisfatto comunque il ministro degli Interni Matteso Salvini: "Ho messaggiato stamattina col presidente del Consiglio, e a Bruxelles qualcuno si è accorto di noi, hanno fatto mattina". Il Consiglio "accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente".

Facendo ancora riferimento al paragrafo 5, Conte ha segnalato che si contempla "la possibilità di creare, di istituire dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco, e se del caso il transito dei migranti anche verso paesi terzi sotto il coordinamento e la cooperazione dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati e dell'Organizzazione internazionale per le Migrazioni".

I notiziari del 29 giugno 2018 ci riferiscono di un accordo raggiunto nel Consiglio Europeo, atteso da settimane come se in quella sede fosse possibile trovare soluzioni ai flussi migratori. "Chiaro che l'Italia non può essere lasciata da sola, abbiamo messo puntini sulle i e si è arrivati a dei risultati".

L'Europa c'è ancora, anche se esce malconcia da questo summit, con i suoi vertici Juncker e Tusk relegati in un angolo e costretti a smentire se stessi (avevano annunciato una conferenza stampa per le 19 di ieri, i lavori sono finiti all 4 del mattino). Un'Europa che ha accettato di agire unita nel Mediterraneo e sul suolo europeo.

Si legga con attenzione il punto 6: "Sul territorio dell'Ue, coloro che vengono salvati, secondo il diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico, sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti negli Stati membri, solo su base volontaria, dove un processo di identificazione rapido e sicuro consentirebbe, con pieno sostegno dell'Ue, di distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati, e quelli che necessitano di protezione internazionale, per i quali si applicherebbe il principio di solidarietà". Tutto con la collaborazione di Unhcr e orOim.

Ricorre ossessivamente l'espressione "su base volontaria", a testimoniare che i capi di governo non hanno preso impegni cogenti, ma solo deciso di lasciare alla volontà dei singoli Stati alcuni dei passaggi più delicati, come quello della creazione di centri di identificazione (hotspot) in giro per l'Europa. Lo si apprende da fonti italiane. Il documento non cita espressamente i battelli dei volontari delle Ong, ma sottolinea che "tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non devono ostacolare le operazione della Guardia Costiera libica".

La conferenza stampa di Juncker e Tusk, prevista al termine della prima parte del Consiglio europeo, è stata cancellata perché "uno Stato membro ha messo la riserva sull'intero progetto di conclusioni", quindi "non c'è stato accordo sulle conclusioni". Inoltre viene anche chiesto che vengano intensificati i rapporti e gli accordi con i Paesi di origine e transito dei migranti.

Al centro del documento, articolato in 12 punti, il tema dei migranti.