Austria chiude moschee, Erdogan dalla Turchia avverte: "Diventa guerra di religione"

Austria chiude moschee, Erdogan dalla Turchia avverte:

La decisione di chiudere le moschee è legata a un'inchiesta su alcune foto, spuntate ad aprile, in cui si vedevano bambini vestiti da soldati ottomani che ricreavano la campagna di Gallipoli, una delle battaglie emblematiche dell'impero ottomano. Le strutture che verranno chiuse sono situate a Vienna, in Alta Austria e in Carinzia. La chiusura avviene con decreto dell'ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose e non è appellabile.

La Turchia avverte l'Austria: la chiusura delle moschee e le espulsioni degli imam potrebbero portare alla guerra di religione. Questa decisione è piaciuta particolarmente al Paese, che alle ultime elezioni ha votato piuttosto compatto per l'estrema destra, ma non è piaciuta affatto alla comunità islamica, che nelle ultime ore è stata rappresentata da alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Queste misure prese dal cancelliere austriaco stanno, io temo, portando il mondo verso una guerra fra Crociati e la Mezzaluna". A riferirlo sono media ufficiali turchi che raccontano di un Erdogan "furioso" contro il governo austriaco: "Sei ancora giovane e devi acquisire esperienza". Il provvedimento del cancelliere austriaco ha un carattere "anti-islamico" per Erdogan, che ha promesso una risposta. "Credete forse che noi non reagiremo se faranno una cosa del genere?". Ufficialmente l'Austria ha spiegato che la decisione di revocare il diritto di residenza agli imam è motivata dal fatto che la legge austriaca vieta alle attività religione in territorio nazionale di essere finanziate dall'estero. Perché il provvediemtn do Kurz è "il risultato di un'ondata populista, islamofoba, razzista e discriminatoria" in un Paese, l'Austria, "nel quale vivono almeno 360.000 persone di origine turca, 117.000 delle quali hanno nazionalità turca". E infatti non è tardata ad arrivare la reazione turca.