Aquarius: Salvini soddisfatto. 'Evidentemente alzare la voce paga'

Aquarius: Salvini soddisfatto. 'Evidentemente alzare la voce paga'

In queste ore il Viminale non ha infatti detto si all'ingresso in un porto italiano della nave Aquarius, nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo. È, si diceva, un aspetto del populismo che molti liberali e progressisti hanno commesso l'errore di minimizzare, perché siamo cresciuti nella convinzione, o nella pia illusione, che infrangere le regole fosse più difficile di quanto non sia. "Le persone a bordo hanno problemi di disidratazione, di ustioni da carburante e infine c'è un ragazzo che ha bisogno di un intervento chirurgico", continua Porro. Se, come ha dichiarato il capitano dell'Aquarius, la barca è entrata nelle acque territoriali italiane, a quel punto sarebbe stato compito dell'Italia farsene carico. Anzi, Salvini ha addirittura detto di avere proposto il trasbordo di donne e bambini. Tuttavia il governo maltese, responsabile di una zona vastissima, si è avvalso sinora della cooperazione dell'Italia per il pattugliamento della propria zona di responsabilità: nella prassi il Centro di Coordinamento regionale Sar maltese non risponde alle imbarcazioni che la contattano né interviene quando interpellato dal Centro di Coordinamento regionale Sar italiana.

"La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo". Impedire alla Aquarius di approdare, così come la decisione di chiudere i porti, rischia di costare chiaro allo Stivale soprattutto in termini di immagine e, questo, a prescindere da eventuali sanzioni economiche comminate dalla Cedu.

Insomma in meno di 24 ore di maniere forti si è iniziato a risolvere più che in 24 mesi di prediche.

"L'Italia chiude i porti alla nave che ha soccorso 629 migranti", è il titolo del sito della tv nazionale britannica, la storica emittente Bbc.

"Oggi anche la nave Sea Watch 3, una ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l'ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia".

"Se voltiamo la testa dall'altra parte e smettiamo di 'essere umani', finiamo per non essere diversi dagli scafisti, che fanno affari giocando con la vita e la disperazione di migliaia di persone - prosegue Nogarin -". Salvini (ma anche il presidente Conte) dovrà battersi con vigore ed acume politico, avendo ben chiaro che il tema non è Malta (nessuno parte dall'Africa per finire su una piccola isola) bensì il ruolo dell'Europa tutta, compresi quei paesi (Ungheria, Austria, Francia, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca) che non paiono certo ben disposti verso una logica di redistribuzione. Salvini è fiero di aver aperto un confronto a livello europeo, perché è "l'Italia non può continuare a sostenere da sola questo peso enorme".

I respingimenti di richiedenti asilo sono anche esplicitamente vietati dall'articolo 33 della convenzione sullo status dei rifugiati firmata a Ginevra nel 1951, e dal protocollo 4 che integra la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, entrato in vigore nel 1968. E non sappiamo quali siano state le eventuali altre comunicazioni. Malta, in realtà, è uno Stato che complessivamente è grande come un quarto di Roma (Malta ha un'area di poco più di 300 chilometri quadri mentre Roma supera i 1.200 chilometri quadri) e ha un rapporto popolazione/rifugiati di 18,3 migranti ogni 1.000 abitanti contro i 2,4 migranti ogni 1.000 abitanti italiani.