Xylella, l'Italia deferita alla Corte di giustizia Ue

Xylella, l'Italia deferita alla Corte di giustizia Ue

Roma, 17 mag. - La Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia europea in relazione al recepimento di determinate prescrizioni tecniche relative agli esami su tessuti e cellule degli esseri umani. La decisione sull'inquinamento dell'aria si riferisce alla violazione dei limiti Ue per il particolato Pm10. Il deferimento legato allo smog è dovuto alle ripetute violazioni del livello minimo del particolato Pm10 e alla mancanza di politiche volte a ridurlo.

Il "belpaese" finisce davanti alla Corte di giustizia europea anche per i rifiuti radioattivi. Il provvedimento non coinvolge solo l'Italia ma anche Ungheria e Romania, deferite per la stessa motivazione, mentre Francia, Germania e Regno Unito per il superamento dei limiti di biossido di azoto (No2).

La documentazione fornita dall'Italia dovrebbe essere stata sufficiente ad evitare l'aggravamento della seconda procedura, mentre per la prima il deferimento in Corte sembra difficile da evitare. Tra una settimana, il 23 maggio, la Commissione potrebbe inoltre proporre al comitato sulla salute delle piante l'aggiornamento dell'area di quarantena, spostando di circa 20 km verso nord la fascia di territorio dove dovranno essere applicate le misure più drastiche come gli abbattimenti. In particolare, con il deferimento che inizierà ufficialmente da domani, la Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui l'abbattimento delle piante malate. Intanto veniamo sanzionati anche per procedure di infrazione sull'inquinamento atmosferico da Pm10 e smaltimento di rifiuti radioattivi.

Nonostante il nostro Paese si sia attenuto alle direttive europee per quanto riguarda i programmi di gestione del combustibile nucleare esaurito, non avrebbe notificato il tutto entro il 23 agosto del 2015, tempo limite stabilito per le notifiche da parte dell'Unione Europea.

Lo scorso marzo, quando quasi tremila ulivi furono trovati positivi al batterio in un'area dove nel 2015 erano pochi gli esemplari colpiti.

Gli Stati membri, ricordano a Bruxelles, sono tenuti a adottare tutte le misure necessarie all'eradicazione della Xylella fastidiosa per evitarne la diffusione in altri paesi. Sulla questione Roma era già stata avvertita lo scorso luglio insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo nell'ambito di un'altra procedura di infrazione.

Un modo per garantire ai cittadini la gestione responsabile e sicura dei rifiuti radioattivi.