"Vuol fare il premier", il sospetto su Di Maio complica la trattativa

"Bisogna che Di Maio scenda dal pero, tra noi umani, e riconosca Fi, che è Forza Italia-Berlusconi presidente, votata da milioni di elettori!", ha detto Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari azzurri. Ormai, infatti, tra Giorgia Meloni e Luigi Di Maio è scontro aperto. Il caso Ilva piomba a complicare un incastro che a sentire il M5S è "avviato all'80%". Dei dodici "fanta" ministri in due hanno certamente ricevuto una chiamata: Paola Giannetakis e Lorenzo Fioramonti, solo che entrambi sono stati retrocessi a sottosegretari.

Una questione che li divide prima ancora che nasca l'esecutivo giallo-verde. Per questo Di Maio, che prima aveva immotivatamente inserito Giorgia Meloni nel paniere degli impresentabili, assieme a Silvio Berlusconi, adesso ha iniziato delle manovre di timido corteggiamento. Dissonante la versione del Movimento: alcuni di Fratelli d'Italia -ricostruiscono fonti interne - avevano dato disponibilità al sostegno esterno, da qui Luigi Di Maio ha chiesto l'incontro con Giorgia Meloni.

"Stiamo trovando altre convergenze, l'incontro è stato positivo", ha detto Di Maio dopo il vertice con Salvini spiegando che domani, a Milano, si terrà un nuovo incontro per arrivare "alla firma del contratto di un governo di cambiamento". Ecco perché starebbero spingendo perché sia lui a riproporsi come premier.

Numeri questi che potrebbero andare a cementificare ancora di più la maggioranza, soprattutto al Senato dove il carroccio e i pentastellati da soli non avrebbero un margine ampio come alla Camera. "Non c'è spazio per chi disprezza la nostra cultura". I grillini giurano che le difficoltà sono piuttosto nella ricerca del terzo nome.

AlessiaMorani: Qualcuno si è accorto che anche l'assessore #Meloni lascia la giunta #Raggi? Dopo Forza Italia, che ha annunciato che non voterà la fiducia al governo tra Lega Nord e Movimento 5 stelle - "saremo all'opposizione" - anche Fratelli d'Italia si sfila, rendendo sempre più difficile al leader della Lega Nord il compito di garantire la tenuta della colazione di centrodestra.

Movimento 5 Stelle e Lega comunque sarebbero ben lieti di accogliere la Meloni e i suoi: anche se si dovrà cedere qualche poltrona alla possibile "terza gamba", Fratelli d'Italia porterebbe in dote i suoi 32 deputati e 18 senatori.