Torino, opposizioni contro Appendino sul caso del suo portavoce

Torino, opposizioni contro Appendino sul caso del suo portavoce

I carabinieri hanno prelevato negli uffici del Comune la documentazione relativa alla consulenza eseguita da Luca Pasquaretta, portavoce della sindaca Chiara Appendino, al Salone del Libro. Per quell'incarico era previsto un emolumento di cinquemila euro per un impegno di 80 ore da svolgere "al di fuori dell'orario di servizio". "Non entro neanche nel merito se tale collaborazione sia o meno in conflitto di interesse" ha aggiunto Lorusso, adombrando il dubbio che quella prestazione non sia stata mai svolta. "Certo 5mila euro non rappresentano un grande importo, ma viene da chiedersi perché si favorisca un dipendente comunale, uno stretto collaboratore della sindaca, pagandolo subito e invece a fornitori che hanno consentito l'effettivo svolgimento del salone non è stato corrisposto subito l'importo dovuto" ha rimarcato Morano. Sabato il diretto interessato aveva dichiarato a ilfattoquotidiano.it che "tutto è stato fatto in modo autorizzato e controllato".

La questione, ha annunciato Lo Russo, sarà approfondita in commissione Controllo di gestione: e sarà presentata un'interpellanza generale. La Fondazione è stata poi liquidata a dicembre 2017 e risulta ancora in debito con centinaia di fornitori. Per Silvio Magliano, dei Moderati, è un problema di opportunità politica e anche i consiglieri M5S ritengono il conferimento dell'incarico "è stato inopportuno, alla luce del ruolo rivestito allora e tutt'oggi dallo stesso Pasquaretta".

Torino, opposizioni contro Appendino sul caso del suo portavoce
Torino, opposizioni contro Appendino sul caso del suo portavoce

"Rilevo che - ha proseguito Cassiani- contrariamente a quanto accade per tutti gli altri creditori della Fondazione del Libro, costretti ad attendere da oltre tre anni il saldo delle proprie competenze, il dottor Luca Pasquaretta, che pure ricopre un incarico a tempo pieno presso la Città di Torino, non ha avuto alcuna difficoltà ad incassare il pagamento di una consulenza della quale non si comprende, peraltro, l'oggetto, la natura e la portata". Al momento non sono state formulate ipotesi di reato.