TARANTO. Ilva: assemblee per 10 giorni, ipotesi sciopero il 26 maggio

TARANTO. Ilva: assemblee per 10 giorni, ipotesi sciopero il 26 maggio

Cresce la preoccupazione tra i lavoratori dell'Ilva di Taranto, in particolare per i quattromila esuberi previsti dal Piano di cessione del siderurgico all'AmInvestco, cordata che si è aggiudicata il colosso dell'acciaio. E circola già una data ipotetica, quella del 26 maggio, per uno sciopero con possibile manifestazione cittadina nel caso in cui non dovessero giungere segnali positivi per la ripresa del negoziato con l'obiettivo di trovare un'intesa sui livelli occupazionali.

Roma, 14 mag. (askanews) - "In caso di sciopero Ilva la Regione Puglia parteciperà assieme a tutti i lavoratori ed ai loro sindacati". Ieri sono iniziate le assemblee nello stabilimento di Taranto, nel corso delle quali i sindacati riferiranno ai lavoratori sullo stato della vertenza e sulla proposta che ArcelorMittal, con la mediazione del governo, ha avanzato per condurre in porto l'acquisizione.

E anche se la palla sembra ormai nelle mani del futuro esecutivo, il governatore Emiliano fa sapere che "ove l'attuale governo decidesse, sia pure fuori tempo massimo, di riprendere la trattativa, chiediamo di essere convocati al tavolo assieme a tutti i componenti del Tavolo Ilva-Regione Puglia". Un tavolo, quest'ultimo, che si è insediato nei giorni scorsi.

Mentre il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, lancia un appello a riprendere il negoziato "al più presto: un'azienda che perde 30 milioni al mese - rileva il sindacalista - rischia di fare saltare subito l'occupazione e i salari di migliaia di lavoratori dell'indotto". "Cosa si fa per non rimanere senza la poltrona di premier o ministro - afferma Bonelli- perché solo il potere è il loro combustibile tutto il resto sono solo parole che cambiano a seconda della convenienza: lo abbiamo visto a Bagheria dove Di Maio ha difeso l'abusivismo edilizio di necessità".