Svolta sull'aereo scomparso in Malaysia nel 2014: "Fu missione suicida"

Svolta sull'aereo scomparso in Malaysia nel 2014:

Dopo anni di ricerche infruttuose, la troupe del programma tv australiano 60 Minutes ha fatto una ricostruzione dell'accaduto, l'unica che risponde ai tanti dubbi aperti. "E' stata un'azione fatta deliberatamente e pianificata in un periodo di tempo prolungato", ha detto Martin Dolan, il leader delle ricerche nell'Oceano Indiano terminate nel 2017. Vance crede inoltre che l'aereo non sia precipitato con un impatto violento, ma in una sorta di atterraggio controllato che avrebbe minimizzato la dispersione di detriti. In particolare, la virata sopra la città di Penang, dove Zaharie era nato, è interpretata dagli investigatori come la prova di un ultimo saluto prima di lanciarsi verso la morte. Questa la versione resa nota martedì dal team di inquirenti che ha cercato di risolvere il mistero del Boeing 777 precipitato con 239 persone a bordo. La causa scatenante che ha portato a questo atto atroce, sembrerebbe risalire ad una questione personale: infatti l'uomo era in crisi con la moglie e non accettava il divorzio. Si registra una svolta nelle indagini sull'MH370 della Malaysia Airlines. Volò poi per altre sei ore, terminando la sua corsa in un punto imprecisato a ovest dell'Australia.

Negli anni di ricerche trascorsi sono state ritrovate pochissime parti dell'aereo. Lo scorso gennaio, una nuova missione finanziata da privati ha iniziato a setacciare l'oceano in un'area adiacente a quella già perlustrata, e continuerà fino a fine giugno. "Si stava suicidando e sfortunatamente stava uccidendo anche i compagni di viaggio", hanno spiegato. Ma non è l'unico: secondo l'Aviation Safety Network, dal 1976 schianti per volontà del pilota sono avvenuti 12 volte.

D'altronde, non sarebbe stato facile far sparire un velivolo di quel tipo in altro modo, se non manomettendo il sistema di rilevamento radar.