Storico voto in Irlanda, sì alla legalizzazione dell'aborto

Lo spoglio sta confermando le anticipazioni degli exit poll su un ampio successo del "sì" al referendum sull'aborto in Irlanda.

La cattolicissima Irlanda dice sì alla legalizzazione dell'aborto: con il 68 per cento dei voti vince il referendum che proponeva l'abrogazione della legge che vietava l'interruzione di gravidanza.

"Yes, yes, yes": con una valanga di sì al referendum, l'Irlanda va verso la liberalizzazione dell'aborto.

I residenti delle isole hanno già votato ieri. Lo spoglio dei voti inizierà oggi alle 9 ora irlandese (le dieci italiane) e i risultati - su cui ci sono comunque pochissimi dubbi - sono attesi in mattinata.

Tre milioni di cittadini irlandesi sono chiamati a decidere se vogliono o meno cambiare l'attuale legge sull'interruzione di gravidanza, che vieta l'aborto sulla base dell'ottavo emendamento della Costituzione irlandese, che "riconosce il diritto alla vita del nascituro".

Il voto ha profondamente diviso l'Irlanda cattolica, dove l'interruzione di gravidanza è possibile solo nei casi in cui la vita della madre è in pericolo, ma non in caso di stupro e incesto. Il no è un no all'aborto, senza se e senza ma, che confermerebbe la legislazione esistente. La sua revoca renderà possibile la revisione sulla legge per l'aborto che in Irlanda è possibile solo in caso di pericolo di vita della madre. Tuttavia, a causa della vaghezza della norma, per molti anni quella sentenza è rimasta sostanzialmente inapplicata, anche in virtù del credo religioso di moltissimi medici in Irlanda. In Irlanda si calcola che un totale di 170mila donne abbia attraversato il mare per interrompere la gravidanza a partire dal 1992, quando un referendum autorizzò le donne ad abortire all'estero.

Secondo i sondaggi, però, il sì all'abrogazione dell'ottavo emendamento è in vantaggio e ha buone possibilità di vincere il referendum del 25 maggio, sebbene la distanza con il no si stia progressivamente assottigliando.

Come dimostrò quella consultazione, il vento nel paese sta cambiando ormai da tempo, e persino nelle aree a più forte componente cattolica si registra un clima di apertura sui diritti civili.

Il fronte pro-life, nell'ultimo mese, ha infatti riguadagnato terreno.