"Stanco di vivere": a 104 anni ottiene il suicidio assistito

Il biologo australiano 104enne David Goodall, lo scienziato in Svizzera per avere il suicidio assistito, ha spiegato ieri in una conferenza stampa le ragioni del suo gesto, molto discusso non solo in Australia.

Ma voleva morire ugualmente, perché la qualità della sua vita era peggiorata in modo significativo e non voleva vivere una vecchiaia umiliante. Prima di morire con un'iniezione di Nembutal, un barbiturico che si è iniettato per mezzo di un ago ipodermico, Goodall ha mangiato fish and chips e ha scelto di andarsene ascoltando l'Inno alla Gioia di Beethoven, circondato dai suoi nipoti.

"È una mia decisione, voglio finire la mia vita, e sono grato che sia possibile in Svizzera", ha detto ieri davanti a cinquanta giornalisti provenienti da Svizzera, Germania, Francia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti, Uniti e Australia. A partire dalla mezza età le persone dovrebbero avere il diritto di scegliere da sole quando e dove morire, aveva ancora detto lo specialista di ecologia. Non potendo sottoporsi all'eutanasia in patria, si era rivolto a Exit International, organizzazione svizzera per il suicidio assistito.

Giunto a Basilea lunedì, Goodall ha incontrato due medici della Fondazione Lifecircle, tra cui uno psichiatra. Goodall deve recarsi al suo "ultimo appuntamento" domani mattina accompagnato da una stretta cerchia di famigliari. L'uomo aveva tentato di suicidarsi l'anno scorso, ma non c'era riuscito. Secondo Exit, lo scienziato non è il primo australiano che - come molti europei - si è recato nella Confederazione elvetica per morire. Ma la legge entrerà in vigore nel giugno 2019 e sarà applicata soltanto ai malati terminali capaci di intendere e di volere, con un'aspettativa di vita inferiore ai sei mesi. Tutti requisiti che David Goodall non possedeva. Voglio morire. Non è particolarmente triste. "È più doloroso invece che questo venga impedito".