Si chiama Hannes, la mano robotica made in Italy

Si chiama Hannes, la mano robotica made in Italy

La nuova protesi, che prende il nome dal professor Hannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano quanto più possibile equiparabili a quelli di una mano reale. E' la nuova mano protesica di derivazione robotica sviluppata da Rehab Technologies, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia (IIT).

Le dita si piegano e possono assumere una posizione di riposo, mentre il pollice è orientabile in tre diverse direzioni per rendere possibili vari tipi di attività.

Riesce infatti a riprodurre circa il 90% delle funzionalità manuali, grazie alla tecnologia Dynamic Active Grasp (DAG), la quale aumenta la capacità delle protesi nell'afferrare oggetti, meglio adattandosi alla loro forma e alla resistenza che offrono. Il tutto utilizzando un singolo motore, con una batteria che copre una giornata intera di utilizzo. Il sistema di controllo di Hannes sfrutta gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto. La mano presentata oggi è controllata nello stesso modo attraverso elettrodi, indossarla non richiede un intervento chirurgico e ha dei guanti color pelle in versione maschile e femminile.

Per garantire il massimo livello di personalizzazione, Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth "che consente di calibrare i parametri di funzionamento in base alle esigenze e alla caratteristiche di chi lo indossa". Alla conferenza di presentazione hanno preso parte il presidente e il direttore generale dell'Inail, Massimo De Felice e Giuseppe Lucibello, il presidente dell'IIT, Gabriele Galateri di Genola, il direttore centrale Pianificazione e Comunicazione dell'Inail, Giovanni Paura, il direttore generale programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani. Mi dico: "'perché fare con la sinistra cose che, adesso con la protesi, posso fare con la mano destra?'". A questo punto - ha concluso - abbiamo un cammino davanti che volgiamo perseguire.

Il video Marco Zambelli presenta Hannes. Ma siamo solo al primo passo della protesica robotica, come conferma Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'IIT: "Queste tecnologie discendono da una tecnologia umanoide, quindi un intero corpo umano artificiale, per cui la mano è il primo dominio di applicazione ma stiamo già sviluppando insieme ai colleghi di Inail la parte alta del corpo, quindi protesi di braccia, esoscheletri per il movimento delle braccia, protesi di gambe ed esoscheletri per il movimento della gamba, quindi l'obiettivo è creare una matrice di tecnologie che possano assistere il paziente che ha perso la mobilità o gli arti con una tecnologia realmente usufruibile, di basso costo, e molto pratica" Determinante il ruolo dell'Inail, con un approccio di grande sostegno all'innovazione tecnologica.

"La mano robotica - ha concluso Poletti - e' stata realizzata dalla collaborazione di due istituti pubblici, da una parte l'IIT e dall'altra Inail". Si tratta di una grossa svolta che potrà essere utilissima per il mondo della medicina.