Raid dei Casamonica in un bar di Roma: violenze contro disabile

Raid dei Casamonica in un bar di Roma: violenze contro disabile

Come ricostruisce Repubblica, i boss della nota organizzazione criminale - attiva nell'area dei Castelli Romani e del litorale laziale - erano entrati nel locale pretendendo di essere serviti per primi, saltando la fila. Le immagini dell'aggressione dei Casamonica nei confronti di una donna disabile e un barista sono inaccettabili. Lo scrive su Fb il senatore del Pd Bruno Astorre. La reazione è stata brutale. Casamonica le ha strappato con una mano gli occhiali e li ha lanciati dietro al bancone, poi si è sfilato la cintura dai pantaloni e la ha passata a Di Silvio. La denuncia da parte della ragazza diverse ore più tardi, dopo che gli agenti di polizia del commissariato Romanina erano già intervenuti nel locale della Romanina dove era stato picchiato il barista. Sembrerebbe, stando alle ricostruzioni, che Antonio Casamonica sia entrato nel bar di via Salvatore Barzilai con il cugino Alfredo Di Silvio.

"Qui comandiamo noi e se non fai quello che diciamo, ti ammazziamo". Uscendo ribadiscono alla loro vittima: "Se chiami la polizia ti ammazziamo". A quel punto, stando a quanto ricostruito, la giovane disabile, presente all'interno dell'esercizio commerciale, si sarebbe ribellata: "Se il bar non vi piace andate altrove". Per sottolineare la mancanza del barista romeno dietro al bancone, avrebbero urlato: "Questi romeni di merda non li sopporto proprio". "Ora questo bar lo devi chiudere, altrimenti sei morto", le loro parole. Come se non bastasse, poco dopo il cugino è tornato nel bar con il fratello per completare l'opera. Per il clan è il secondo affronto, che fa scendere in campo un pezzo da novanta: Enrico, il nonno dei fratelli Di Silvio, condannato per sequestro di persona e lesioni.

Presa a cinghiate la ragazza e pestato il barista, i due uomini hanno quindi termiato il lavoro distruggendo il bar e poi allontanandosi a bordo di due auto, una Ferrari nera ed una Volkswagen Golf bianca. Dopo aver ordinato un caffè avrebbe minacciato il barista: "Ritira immediatamente tutte le accuse - ha detto - o morirai". La moglie però non vuole cedere alla malavita, non vuole mandare in fumo anni di sacrifici e spese per mettere in piedi quell'attività.