Primo Maggio: "Si riparta dalla sicurezza sociale e del lavoro"

Primo Maggio:

I dimostranti, stimati in almeno 1.200 dalla prefettura, hanno lanciato oggetti agli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni e usando un cannone ad acqua. Si sono verificati scontri tra la polizia e i militanti anarchici e dell'estrema sinistra con il volto coperto. I testimoni raccontano di dense colonne di fumo che si sono levate nei cieli parigini, conseguenza degli incendi provocati dai violenti incappucciati. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni intervenendo alla manifestazione nazionale della festa dei lavoratori ha voluto innanzitutto ringraziare i sindacati e tutti coloro chehanno reso possibile la buona riuscita della manifestazione, volontari, forze dell'ordine, operatori. La tensione resta alta nella capitale francese.

Secondo quanto riferisce Il Fatto Quotidiano, il 30 aprile la Prefettura di Parigi aveva già allertato le autorità verso il rischio, piuttosto concreto, che la manifestazione subisse l'infiltrazione di elementi estremisti. Tra gli slogan pronunciati c'erano "Questa volta siamo organizzati", "Tutti odiano la polizia", "Parigi, sveglia, sollevati", "Zyed, Bouna, Theo e Adama, non dimentichiamo, non perdoniamo".

Il ministro dell'Interno francese Gerard Collomb ha espresso, tramite Twitter, "ferma condanna delle violenze e degli atti degradanti commessi a margine del corteo del Primo maggio a Parigi". Il ministro ha assicurato che "è stato messo in atto tutto il necessario per far smettere questi gravi disordini ed arrestare i responsabili di questi atti inqualificabili".

"Tuttavia, dove c'è il senso di un destino da condividere, dove si riesce ancora a distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte, il Paese può andare incontro, con fiducia, al proprio domani", è stato l'invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiudendo il suo discorso al Quirinale in occasione del Primo maggio. "Tredicimila morti sul lavoro negli ultimi dieci anni sono il tributo che abbiamo pagato e che non vogliamo pagare più", lanciando "un appello forte che oggi si leva da tutte le piazze italiane, dal nord al centro, al sud".

Tutto questo ha portato quasi a svuotare di significato quella giornata che, seppur nata per commemorare fatti tragici avvenuti a Chicago nel 1886 a seguito di manifestazioni per l'ottenimento della riduzione della giornata lavorativa a otto ore, è sempre stata momento di comunanza e di unione, giorno simbolo delle lotte operaie e della dignità del lavoratore.