Poteri Colle, Mattarella cita Einaudi

Poteri Colle, Mattarella cita Einaudi

Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Dogliani (Cuneo) in occasione del 70esimo anniversario dell'insediamento di Luigi Einaudi al Quirinale come primo presciente della Repubblica italiana eletto dal Parlamento.

La cerimonia commemorativa, che si è svolta nella sala Consiliare del Palazzo Municipale, è stata aperta dai saluti di Franco Paruzzo, Sindaco di Dogliani, e di Enrico Filippi, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi.

"Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servi' in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario". Per Einaudi "tale l'importanza che attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota verbale, da lui letta il 12 gennaio 1954 - ha rilevato il capo dello Stato - in occasione dell'incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana, rispettivamente Aldo Moro e Stanislao Ceschi, dopo le dimissioni del governo Pella". Una nomina per cui Einaudi, ha aggiunto Mattarella, "non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Dc".

Insomma, a chi in queste ore sta componendo la squadra di governo, Mattarella sembra voler ricordare l'articolo 92 della Costituzione: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri". Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953.

La presidenza di Einaudi fu "tutt'altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinvio' due leggi approvate dal Parlamento, perche' comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell'art. Sapeva che i suoi atti avrebbero fissato confini all'esercizio del mandato presidenziale".

Sempre a proposito dei "contrappesi istituzionali", Mattarella cita La Città libera di Einaudi: "I freni hanno lo scopo di limitare la libertà di legiferare e di operare dei ceti politici governanti scelti dalla maggioranza degli elettori". "È, scrisse nella nota, dovere del Presidente evitare si pongano precedenti grazie ai quali accada che egli non trasmetta al suo successore, immuni da ogni incrinatura, le facoltà che la Carta gli attribuisce". "87 della Costituzione, che regola la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa governativa".

"La divaricazione tra le forze politiche legittimate a guidare il Paese e le forze politiche alle quali era assegnato il ruolo di opposizione non si tradusse mai in una democrazia dissociativa che avrebbe reso la Repubblica fragile e debole".

"Rendere omaggio oggi, nel 70° anniversario del giuramento del primo presidente 'costituzionale' della Repubblica, significa riflettere sui caratteri della nostra democrazia, che reca i segni incancellabili del suo magistero". "Una valutazione che Einaudi respingeva - aggiunge il Capo dello Stato - nella convinzione che le osservazioni al governo non avevano mai, diceva: 'indole di critica, sebbene di cordiale collaborazione o di riflessioni comunicate da chi, anche per ragioni di età, poteva essere considerato un anziano meritevole di essere ascoltato".