Petrolio è tornato sopra i 70 dollari al barile

Petrolio è tornato sopra i 70 dollari al barile

La terribile recessione che ha colpito il Paese guidato da Nicolas Maduro ha indotto a un taglio delle esportazioni di petrolio nella misura di 1,5 milioni di barili al giorno.

Gli Stati Uniti si ritirano dall'accordo sul nucleare con l'Iran e reintroducono le sanzioni. Rimangono quindi circa 500.000 barili al giorno che potrebbero essere riassorbiti in mercati non europei. Il Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord guadagna 22 cents, rispetto alla chiusura di ieri, a 77,43 dollari, dopo aver sfiorato quota 78 dollari negli scambi mattutini. "L'Arabia Saudita, inoltre, ha dichiarato di essere disposta a mitigare l'effetto di questa riduzione dell'offerta dovuta alle nuove sanzioni". "In previsione dell'evento, la maggior parte degli operatori specializzati nel settore aveva già dato quasi per scontato il ritiro statunitense" spiega Ned Salter, head of research Europe di Fidelity International. Nel corso della seduta il futures ha toccato i massimi da novembre 2014 a 75,89 dollari al barile.

"Abbiamo un piano per resistere a qualunque decisione dovesse venir presa da Trump sull'accordo nucleare".

Secondo Jon Andersson, Head of Commodities di Vontobel, la nomina di Mike Pompeo e di John Bolton faceva già capire che l'atteggiamento degli Usa nei confronti del regime iraniano sarebbe stato più aggressivo. "A seconda di quello che farà l'Iran e se riavvierà il suo programma nucleare, un'escalation militare che prevede anche attacchi preventivi torna a essere una possibilità".

Lo stesso cartello Opec, d'altra parte, è chiamato a fare il punto sulla situazione il prossimo mese in una delle riunioni a Vienna: iniziano a delinearsi posizioni differenti tra chi spera che il greggio risalga ancora verso gli 80 dollari e chi invece crede si sia fatto fin troppo, e il recupero dei prezzi si debba fermare qui.

Pare molto difficile però - ora come ora, dopo lo smacco Usa - riportare l'Iran al tavolo dei negoziati.