Per Abu Mazen Olocausto dovuto a "comportamenti" ebrei, è bufera -2

Per Abu Mazen Olocausto dovuto a

Un portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito le affermazioni del leader palestinese "antisemite e patetiche". Il presidente palestinese avrebbe detto che l'Olocausto è stato causato da "comportamenti sociali" tenuti dagli ebrei, come "usura, banche e cose del genere". "Quindi la 'questione ebraica', che era diffusa in tutta Europa, non era diretta contro la loro religione, ma le loro mansioni sociali, legate all'usura, all'attività bancaria e simili". Ma il leader palestinese non si è fermato qui.

In seguito Abu Mazen ha minimizzato le accuse di negazionismo. Nel discorso ha trattato anche l'Ebraismo e le origini di Israele, una storia scritta da "ebrei sionisti". Sono state pronunciate durante il Consiglio palestinese a Ramallah, in un discorso di 90 minuti. Per David Friedman, l'ambasciatore americano in Israele, Abu Mazen ha raggiunto "un livello basso senza precedenti", mentre l'inviato del presidente Usa Donald Trump ha sostenuto che "non si può costruire la pace su tali fondamenta". Secondo la BBC, Abu Mazen ha anche negato che gli ebrei di ceppo askenazita, quello diffuso in Europa orientale e Germania, siano semiti: gli Askenazi, ha detto "non hanno alcun rapporto con i popoli semiti".

Abbas ha anche affermato che Israele è stato un progetto europeo sin dall'inizio, spiegando che funzionari europei come Lord Arthur Balfour della Gran Bretagna avevano limitato l'immigrazione di ebrei nei loro paesi, promuovendo allo stesso tempo l'immigrazione ebraica sulla terra di Israele. "Ma perché è accaduto?", si sarebbe poi chiesto. Vi portero' tre ebrei, con tre libri, che dicono che l'odio verso gli ebrei non e' causato della loro identita' religiosa, ma dalle loro funzioni sociali.

"Quello sì che è un partner per la pace!", ha scritto, invece, ironicamente in un tweet il vicepremier Michael Oren. La Anti Defamation League (Adl), che combatte l'antisemitismo nel mondo, ha definito - per bocca del ceo Jonathan Greenblatt - le parole del leader palestinese come "asserzioni antistoriche e pseudo-accademiche".