Papa a Nomadelfia: "Vivere secondo la "legge della fraternità"

Papa a Nomadelfia:

All'ingresso il Vescovo di Roma, dopo aver ascoltato la registrazione di un brano del testamento di don Zeno Saltini (1900 - 1981), si raccoglie in preghiera sulla sua tomba e vi depone una pietra con il proprio nome, che si aggiunge alle pietre lasciate dagli abitanti di Nomadelfia.

A Nomadelfia, "di fronte a un mondo talvolta ostile agli ideali predicati da Cristo, non esitate a rispondere con la testimonianza gioiosa e serena della vostra vita, ispirata al Vangelo". A partire dalla firma, che il Papa ha apposto con molta cura sulla pietra che poi ha lasciato sulla tomba di don Zeno, fino allo spettacolo dei giovani a cui ha assistito partecipe, perché ha colto l'essenza della identità stessa di Nomadelfia, un popolo nuovo nel quale il Vangelo si è fatto profezia. Così il Papa alla comunità di Nomadelfia, citando il passo degli Atti in cui si parla dei credenti che "avevano un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune". Altri, invece, hanno dato al Papa un libro realizzato con foto e disegni che ripercorrono il tragitto di Nomadelfia. Qui ha incontrato il nucleo familiare, visitato la casa centrale e la cappellina.

"Sono venuto qui tra voi nel ricordo di don Zeno Saltini e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata". "Cresciuto tra i campi fertili dell'Emilia sapeva che, quando arriva la stagione adatta, è il tempo di mettere mano all'aratro e preparare il terreno per la semina". Porter i vostri volti: "i volti di una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo", ha raccontato ancora Papa Francesco davanti alla comunità riunita e in festa per l'arrivo del Santo Padre.

"Pensiamo che questa fraternità sia la strada che il mondo dovrebbe imboccare, non tutti come facciamo noi ma anche in modi completamente diversi, però per vivere una vita migliore per l'uomo", dice il presidente Francesco Matterazzo. "Vi esorto a continuare questo stile di vita - ha proseguito - mediante la vostra limpida testimonianza cristiana". Una comunità che rappresenta un segno profetico di come poterebbe una società animata dallo spirito evangelico, "sul modello dell'amore fraterno", con "una struttura leggera ed essenziale". Francesco è decollato dall'eliporto in Vaticano questa mattina alle 7.30, per incontrare la realtà fondata da don Zeno Saltini (1900-1981), e recarsi poi a Loppiano, in provincia di Firenze e nella diocesi di Fiesole, dove ha visitato la Cittadella internazionale del Movimento dei Focolari.

"Così a Nomadelfia, in risposta a una speciale vocazione del Signore, si stabiliscono legami ben più solidi di quelli della parentela - ha sottolineato il Papa -: Viene attuata una consanguineità con Gesù, propria di chi è rinato dall'acqua e dallo Spirito Santo e secondo le parole del divino Maestro: "Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre". Questo speciale "vincolo è manifestato anche dai rapporti reciproci tra le persone: tutti si chiamano per nome, mai con il cognome".