Niente arresti domiciliari per Zamparini, respinta la richiesta del gip

Niente arresti domiciliari per Zamparini, respinta la richiesta del gip

Non è ancora finita la querelle tra Zamparini e la Procura di Palermo.

Nessun provvedimento cautelare per il proprietario del Palermo Maurizio Zamparini indagato dalla procura di Palermo per appropriazione indebita, riciclaggio, impiego di proventi di provenienza illecita, autoriciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e falso in bilancio aggravato dalla transnazionalità. Per il giudice non sussisterebbero le condizioni che la legge impone per la disposizione delle misure cautelari. Ad incidere sulla decisione, secondo la Gazzetta dello Sport, il comportamento di Zamparini, che si è dimesso dal cda della società rosanero, mossa che avrebbe fatto venir meno sia il rischio di inquinamento delle prove, che quello di reiterazione del reato. L'indagine ruota attorno alla cessione per 40 milioni della Merchandising Palermo, nata per la commercializzazione i prodotti a marchio "Palermo Calcio", a una società con sede in Lussemburgo, la Alyssa, che sarebbe comunque sempre riconducibile a Zamparini. Per i pubblici ministeri il cuore dell'indagine sono le operazioni di compravendita del marchio passato di mano per ben due volte in pochi anni, il cui valore sarebbe stato gonfiato ad ogni vendita per consentire al Palermo di far quadrare i bilanci e potersi iscrivere ai campionati. La procura potrebbe proporre appello, una strada che verrà decisa nei prossimi giorni, oppure procedere con l'avviso di conclusione delle indagini e l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

La richiesta dei pm è stata respinta anche nei confronti del commercialista Anastasio Morosi, accusato di favoreggiamento, e della segretaria del gruppo imprenditoriale di Zamparini Alessandra Bonometti.

Un buco di 120 milioni di euro che aveva portato i giudici a chiedere l'istanza di fallimento.