Nel 2020 i taxi voleranno grazie all'accordo Nasa-Uber

Nel 2020 i taxi voleranno grazie all'accordo Nasa-Uber

La seconda giornata di Elevate, l'evento a Los Angeles con cui il colosso del ride-sharing ha deciso di presentare i suoi progetti per la costruzione di una flotta di taxi nel cielo, ha confermato che le mire di Uber vanno ben al di là dei confini a stelle e strisce. Un altro accordo importante è quello stretto con la NASA, per la simulazione e lo sviluppo del futuro servizio di trasporto aereo.

Non è una novità che i grandi colossi multinazionali abbiamo sempre gli occhi puntati verso il futuro, investendo ingenti somme di denaro in ricerca e sviluppo, al fine di mantenere o estendere le posizioni di forza che si sono conquistati.

Una realtà che non vedremo tra decine di anni, ma che sarà in azione nel giro di 5 anni: Los Angeles, Dallas e Dubai inizieranno i primi test già nel 2020.

Si tratta in realtà di eVtol (elettrical Vertical Takeoff and Landing), ossia velivoli elettrici, realizzati di concerto con la Nasa, in grado di decollare e atterrare in maniera verticale, che ricordano molto le flying car dell'immaginario fantascientifico cinematografico e potrebbero rivoluzionare l'intero settore del trasporto cittadino.

Dallo scorso anno controllata di Boeing, Aurora Flight Sciences è specializzata in sistemi di aviazione autonomi.

È chiaro che alcuni di questi architetti e ingegneri hanno inteso abbracciare alcuni elementi di retrofuturismo nel progettare i possibili Skyport, cosa abbastanza sensata in fondo, se si considera che l'idea di "macchine volanti" era una volta appannaggio esclusivo di riviste di fantascienza e film e programmi televisivi futuristici.

Infine, il costruttore di aeromobili brasiliano Embraer, con oltre 48 anni di esperienza, è uno dei produttori più esperti a unirsi al progetto di Uber.

Le controversie che Uber ha dovuto affrontare nel bel paese sono state diverse: Il sistema attraverso l'app che metteva direttamente in contatto il cliente e l'occasionale conducente, e la facilità con cui Uber permetteva di ottenere una temporanea "licenza" di tassista sollevò molti malumori nella categoria.

È questa la proposta di Uber, l'azienda americana dell'app che mette in collegamento passeggeri e autisti.

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