Morte Sana: la ragazza pakistana è stata strangolata

Morte Sana: la ragazza pakistana è stata strangolata

Sana Cheema, la giovane italo-pachistana morta il 24 aprile in Pakistan è stata strangolata. A dichiararlo è stato il Laboratorio forense del Punjab, che ha effettuato l'autopsia sul corpo della ragazza. La rottura dell'osso del collo ha portato gli inquirenti ad ipotizzare un omicidio, difatti la giovane è stata strangolata.

Di fatto è stato confermato il delitto dopo che sulla salma di Sana, fatta riesumare dalle autorità locali dopo essere stata seppellita in fretta dalla famiglia, sono state trovate delle fratture all'osso del collo, tipiche da strangolamento.

Secondo una prima ricostruzione, Sana viveva a Brescia e si era recata in Pakistan dalla famiglia. E per questo, per la sua ribellione, sarebbe stata uccisa dai parenti.

I risultati dell'autopsia hanno rafforzato i sospetti che la comunità pakistana nutre nei confronti della famiglia di Sana, in particolare del padre e del fratello. Il giorno dopo sarebbe dovuta tornare in Italia, a Brescia, dov'era cresciuta. In Italia, infatti, si parlava di morte per uccisione, ma in Pakistan, una parte dell'opinione pubblica (soprattutto i famigliari), sosteneva che Sana fosse deceduta per cause naturali.

Circa tre settimane il papà di Sana, Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal sono stati fermati dalle forze dell'ordine perché indicati come principali responsabili della morte. "Siamo sconvolti, sotto shock": Jabran Fazal, presidente dell'associazione culturale Pak Brescia, è senza parole.