Milan, Fassone: "Tegola Uefa? Arriveranno comunque 3/4 acquisti dal mercato"

Milan, Fassone:

Tuttavia, la società cinese non sembra intenzionata a voler vendere il club (e avrebbe rifiutato un'offerta di 450 milioni per la cessione della società): segno di incoscienza oppure, in fin dei conti, la situazione è sotto il controllo di mister Li?

L'ad rossonero prosegue spiegando: "Il prossimo passo sarà costruire una serie di argomentazioni di difesa a sostegno della nostra tesi e di confutazioni dei punti che sono base della decisione dell'Uefa da sottoporre alla Camera giudicante, e cercare nel tempo che resta tra oggi e la decisione della Giudicante per proporre argomenti nuovi che non avevamo portato prima e che potrebbero aiutarci nel sostenere le nostre tesi", e ancora: "Ci sono cose che stiamo studiando che non pensavamo fossero utili in questo caso, perché le decisioni sono sempre state prese sul conto economico non sulla proprietà".

L'a.d. del Milan Marco Fassone.

Al termine del CdA, con all'ordine del giorno il rifinanziamento al prestito-ponte da 303 milioni di Elliott in scadenza a ottobre e il recente no della Uefa alla richiesta di settlement agreement, ha parlato l'ad del Milan Marco Fassone. È una decisione articolata, sono decisioni legate prevalentemente allo scenario futuro della società, della potenziale insicurezza.

Il convincente successo arrivato all'ultima giornata sulla Fiorentina ha permesso al Milan di blindare, almeno sul campo, la partecipazione alla fase a gironi della prossima Europa League, ritenuto l'obiettivo minimo di stagione dopo una campagna acquisti faraonica. Ne arriveranno 2 o 3, poi che possiamo pagarli 20 in meno o 20 in più, vediamo. "Non c'è alcuna preoccupazione, li ho rassicurati che da parte della gestione non c'è assolutamente nulla. Il totale dell'aumento di capitale è intorno ai 40 milioni, i 10 che sono in arrivo più 30". É ovvio - ha spiegato Fassone - che ci saremmo aspettati un settlement ma non è arrivato e per questo siamo molto dispiaciuti.