L'Ordine dei Medici contro l'omeopatia. "Non ha basi scientifiche, è un placebo"

L'Ordine dei Medici contro l'omeopatia.

Gli eventuali benefici delle cure omeopatiche "potrebbero essere facilmente spiegabili con l'effetto placebo, con il normale decorso della malattia o con l'aspettativa del paziente". Le polemiche erano prevedibili visto che sono molti i dottori che praticano questa disciplina, che negli ultimi tempi sta vedendo un calo di prescrizione (meno 7 per cento in un anno secondo i produttori). La medicina è infatti un'arte complessa, che si basa sul rapporto medico- paziente. E' questa, senza mezzi termini, la posizione che la medicina prende ufficialmente nei confronti dell'omeopatia, attraverso una scheda informativa della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) in cui si spiega come diversi studi nel corso del tempo su soggetti e patologie diverse abbiamo evidenziato che non c'è di fatto alcuna patologia che possa ottenere guarigioni complete o parziali né concreti miglioramenti se trattata unicamente con metodi omeopatici.Trattare con l'omeopatia è come non trattareSecondo l'Ordine, trattare una malattia con rimedi omeopatici equivarrebbe nelle migliori delle ipotesi a non trattarla con in alcun modo.

Perché i medici prescrivono farmaci omeopatici?

Unisce senza subbio la consapevolezza di un principio a base neurofisiologico e che si siano riscontrati effetti anche su bambini e su animali. Secondo gli i detrattori dell'omeopatia, vari medici, studiosi e scienziati a partire da Silvio Garattini del Mario Negri, quei lavori scientifici non sarebbero attendibili ai fini della dimostrazione dell'efficacia della pratica. Le sigle congiunte fanno quindi appello a Filippo Anelli, presidente Fnomceo, affinché nel rispetto dei principi Costituzionali sulla libertà di cura, chiarisca i contenuti di queste affermazioni che creano un "cortocircuito" rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Nazionale della Federazione in data 19 maggio 2002, delibera che classifica a tutti gli effetti l'esercizio dell'omeopatia come "atto medico", orientamento peraltro largamente condiviso negli altri Paesi Europei. La Fnomceo sarebbe intenzionata intanto a chiedere il rispetto delle norme e Dini guida che impongono a chi esercita l'omeopatia di raccogliere consenso informato del paziente. "Peraltro - precisano le sigle che rappresentano sia professionisti iscritti all'albo dei medici che esperti in medicine complementari e omeopatia - la pagina sull'omeopatia del sito 'dottoremaeveroche.it' è stata redatta da sedicenti esperti che in realtà non hanno alcuna esperienza in medicine complementari, come si evince anche dalla bibliografia di riferimento, risibile e già ampiamente screditata in passato".