Istat, l'Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo

Istat, l'Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo

Il riavvicinamento ai valori del 2008 si deve esclusivamente alla componente femminile (+1,7 punti dal 2008 in confronto a -3,1 degli uomini) anche se l'Italia si caratterizza per un tasso di occupazione femminile piu' basso della media europea (48,9% contro 62,4%). Cosi' l'Istat nel 'Rapporto annuale 2018'.

Secondo i dati illustrati dall'Istat, infatti, la popolazione italiana, rispetto al 2017, ha perso 100mila persone con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani.

In un decennio la mappa del lavoro è cambiata e il lavoro manuale segna una decisa contrazione: tra il 2008 e il 2017 sono scesi di un milione gli occupati classificati come "operai e artigiani" mentre si contano oltre 860 mila unità in più per le "professioni esecutive nel commercio e nei servizi", in cui rientrano gli impiegati con bassa qualifica che potrebbero essere ribattezzati come i 'nuovi collettivi bianchi'. Le regioni da cui ci si sposta di più per avere prestazioni ospedaliere sono Molise, Basilicata e Calabria, le regioni più attrattive in questo senso sono, invece, Lombardia ed Emilia-Romagna. I Neet seppure in calo, a 2,2 milioni nel 2017, sono ancora il 24,1%, dal 16,7% del Nord al 34,4% del Sud. Una vera e propria desertificazione umana oltre che industriale. Nel dettaglio siamo passati da un'età di 26 anni nel 1980 ai 31 anni del 2017, a conferma del fatto che i giovani d'oggi impiegano diversi anni prima di realizzarsi nel lavoro e ottenere un'indipendenza economica tale da convincerli a mettere su famiglia. E i dati peggiori si registrano sempre al Sud. L'aspettativa di vita per gli uomini è di 80,6 anni, per le donne arriva a 84,9.

Il nostro Paese si dimostra anche più fragile della media Ue con il 17,2% che si sente privo, o quasi, di qualsiasi sostegno sociale.