Governo Pd, direzione in mano ai renziani. Ecco i numeri. Ancora polemiche

Governo Pd, direzione in mano ai renziani. Ecco i numeri. Ancora polemiche

Tutte le componenti del Pd che non fanno capo a Renzi, sono orientate a chiedere in Direzione un voto sul mandato del reggente Maurizio Martina fino all'Assemblea nazionale. E' quanto risulta all'Ansa dopo aver contattato gli esponenti delle componenti che fanno capo a Franceschini e Fassino, ad Andrea Orlando, a Gianni Cuperlo, a Michele Emiliano, a ReteDem e allo stesso Martina. Sono questi i tre punti contenuti in un documento elaborato da esponenti renziani del Pd in vista della direzione del partito di domani.

"Quando in una comunità politica alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese si arriva a questo, c'è qualcosa di profondo che non va". "Pensiamo tuttavia che tre punti chiave ci uniscano in modo forte". L'iniziativa è partita da Lorenzo Guerini con lo scopo di ottenere una "pacificazione" tra i dem. Nel documento si legge: "Siamo parlamentari eletti con il Pd e membri della Direzione, proveniamo da storie e percorsi diversi". Non solo tra i dirigenti del Pd, impegnati sulla conta interna, ma anche tra militanti che da settimane rilanciano l'hashtag #senzadime per dire No a qualsiasi dialogo con i 5S.

A far sentire per prima la propria voce è stata in mattinata Lia Quartapelle: "Sono contraria a un governo con il M5S - premette la deputata su Facebook - ma trovo aberrante il sito 'senzadime' nel quale si dà il bollino di infamia a compagni di partito che hanno espresso una idea diversa". Lo "stallo politico è frutto dell'irresponsabilità" di Movimento 5 Stelle e centrodestra. Delrio ribatte: "Nessuna conta interna, ma un appello all'unità". "Il Pd - si legge ora sulla pagina web - non è una società privata come la Casaleggio Associati". È un partito plurale, aperto, in cui tutti i membri della Direzione Nazionale esprimono la loro legittima idea - viene spiegato in un post comparso sul sito -. A poche ore dalla Direzione del Partito Democratico che avrebbe dovuto decidere l'eventuale apertura a una trattativa di governo con M5S, poi morta sul nascere dopo il "diktat" di Matteo Renzi ospite da Fabio Fazio, le polemiche non si smorzano, anzi aumentano. Era ispirato a un principio di trasparenza democratica nelle scelte fondamentali che connotano la vita nazionale.