Governo, Di Maio: niente nomi, abbiamo chiesto al Colle altri giorni

Governo, Di Maio: niente nomi, abbiamo chiesto al Colle altri giorni

Meglio un governo politico - è il ragionamento che si fa sul Colle più alto - che un esecutivo del presidente e qualche giorno in più per arrivare a vararlo non può rappresentare un problema. Come riporta il Corriere della Sera, intanto, i pentastellati avrebbero provato la mossa Di Battista, immediatamente bocciata dalla Lega che non ha intenzione di sacrificarsi come "stampella" di Governo 2018. Tanto da far pensare che anche questo nome sia tramontato dopo la nuova fiammata.

Forse, ma solo forse, tre o quattro personalità politiche della prima Repubblica, certamente nessuno della seconda. Nessun veto sui nomi da parte della Lega, a quanto si apprende, ma il confronto prosegue a tutto campo.

E certo, la storia di questo paese e il cambiamento si discutono con un figuro come Calderoli, noto per le sue volgarità razziste e i suoi disastri da ministro e parlamentare della Repubblica. "Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade il fisco".

I NOMI - "Siamo d'accordo con Salvini: di nomi" per la premiership "pubblicamente non ne facciamo" dice il leader pentastellato al Quirinale. Alla fine dovrebbero farcela ma - per carità - lasciamo stare la storia... Di chi si tratta?

I curriculum di Sapelli e Conte: da qui uscirà il nome del Premier?

Matteo Salvini e Luigi Di Maio sarebbero pronti a riferire il nome del candidato premier. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprenderà oggi le consultazioni con il seguente calendario: ore 16.30 Luigi Di Maio con Danilo Toninelli e Giulia Grillo, presidenti dei gruppi patrlamentari del Movimento 5 Stelle. Poi dice: "Magari era anche seduto a quel tavolo. non date tutto per scontato".

Nel totonomi la new entry è l'economista Giulio Sapelli, che si trincera dietro al no comment: "Non parlo di me da sempre, ho fatto della riservatezza la mia cifra di vita".

I due leader hanno trovato l'intesa anche sul reddito di cittadinanza, si partirà nel 2019 con la riforma dei centri per l'impiego, vale 2 miliardi, e solamente dal 2020 verrà sperimentata l'assegno di 780 euro per chi è sotto la soglia di povertà, condizionato alla ricerca attiva di un lavoro. "Se andiamo al governo vogliamo mano libera per tutelare sicurezza italiani, anche con la legge legittima difesa", ha ricordato il capo del Carroccio.