Governo, Berlusconi dal veto al non-voto

Governo, Berlusconi dal veto al non-voto

Il presidente Mattarella ha dichiarato di voler nominare un governo "neutrale" - eufemismo per non dire "tecnico", parola che ricorderebbe a tutti gli italiani la terribile esperienza di Monti &Fornero - auspicando che le forze politiche lo facciano vivere fino a dicembre. Marco Chessa, consigliere comunale M5S a Torino, è l'autore della sintesi definitiva della situazione, postata su Facebook con l'eloquente hashtag #riderepernonpiangere.

La posizione di Berlusconi, intanto, è stata confermata oggi anche dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: "Non ci saranno da parte di Forza Italia pregiudizi, neppure barricate, né dichiarazioni roboanti sulla rottura di una coalizione, che non ritengo rotta". "Sono orgoglioso di essere cresciuto nei valori della Resistenza e dell'Antifascismo" dice Chessa. Con Forza Italia che si è messa da parte, a questo punto resta solo da capire cosa farà Fratelli d'Italia. "Né ora, né mai". Sino a domenica sostengono coloro che da questa mattina sono seduti al tavolo della trattativa. Tutto al momento può accadere: c'è chi addirittura mette in dubbio la presenza dei due leader nell'esecutivo che verrà. Sullo sfondo, ma non troppo, della trattativa sul premier ci sono i ministeri, la divisione della presidenze di commissione, la partita delle nomine pubbliche, Rai compresa. Lo si capisce anche dal tweet di Salvini che rispolvera la vecchia narrazione sulle ruspe anti-rom, in barba agli avvertimenti lanciati oggi da Sergio Mattarella contro il populismo e il sovranismo.

Ulteriori articoli da tenere a mente sono l'81 (che fissa l'obbligo del bilancio pubblico in pari) ma soprattutto l'11 e il 117 comma uno. "Sfruttiamo l'onda della novità come fece Matteo Renzi e stravinciamo il turno delle Amministrative di giugno; a ottobre l'Unione Europea ci boccia la manovra e salta tutto; si torna a votare con le Europee e lì ci sarà il ballottaggio tra noi".

Ipotesi Salvini Premier di un governo Lega-M5S? Solo due giorni fa sul suo account Twitter ha postato un video in cui chiede di espellere i migranti che fuori da un centro di accoglienza in provincia di Verona, protestano per le condizioni di vita all'interno. Della vecchia squadra di governo M5S, presentata prima delle urne con un'attenta campagna di comunicazione, potrebbe essere traghettato in un esecutivo M5S-Lega Lorenzo Fioramonti, il professore a Pretoria nemico del Pil ed eletto a Montecitorio. Ma per il dicastero di Lungotevere Ripa circolano altri due nomi: Giulia Grillo, attuale capogruppo alla Camera, e il senatore chirurgo Pierpaolo Sileri.

È politica accettare i diktat della UE, fare tagli alla spesa sociale per sterilizzare l'aumento dell'IVA, anche questa decisione assolutamente politica nel nome dell'austerità.

Della partita potrebbe essere anche il leghista Roberto Calderoli e Claudio Borghi all'Economia, nome però osteggiato dal Quirinale per le sue posizioni anti-euro. Un governo M5S-Lega-e-basta, oltre alle tante controindicazioni (dalla xenofobia di Salvini&C.al passato ignobile di un partito appiattito da 18 anni sugli affari di B. alle proposte demenziali tipo flat tax), almeno un vantaggio ce l'avrebbe: l'estraneità del Carroccio salviniano (l'inciucione Giorgetti è già tutt'altra cosa) a molte delle mille lobby che bloccano l'Italia e che han sempre trovato protezione all'ombra di Pd&FI.