Gentiloni: "Dire no a Mattarella significa dire no all'Italia"

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Ha sbagliato il Pd a dire "tocca a loro" e opporre un "gran rifiuto" al dialogo con M5s. Ma a riportare fuori strada l'Italia ci si mette un attimo: in pochi mesi ci si può portare a una crisi molto pericolosa.

Il dibattito nel Pd è appena iniziato e secondo Gentiloni bisogna dare "un po' di tempo" a Martina che ne ha la responsabilità.

"In campagna elettorale da una parte si è sentita la fiera delle velleità".

Gentiloni rivela che preferirebbe non proseguire l'incarico a Palazzo Chigi, ma che non si tirerà indietro se Mattarella deciderà altrimenti. Io un po' di tempo glielo darei, gli darei una mano. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, sottolineando che "se pensiamo ai toni, ancora fatico a capire come la Lega e i 5 Stelle, che non sono parenti stretti, riescano a fare davvero un governo insieme". "E comunque certamente è un'operazione legittima, ma a livello europeo sarebbe considerata un'incognita abbastanza singolare per un grande Paese come l'Italia" ha spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Da questo punto di vista, Gentiloni assicura che "nel Pd il presidente della Repubblica troverà un interlocutore positivo, almeno uno... Se vogliamo agevolare l'immigrazione regolare non facciamoli arrivare attraverso questi tunnel della morte dove negli ultimi 4 anni sono morte 15 mila persone". Non dobbiamo mettere troppi paletti e troppe pregiudiziali alla proposta che il presidente della Repubblica potrebbe fare, dico potrebbe perché ancora non lo sappiamo... Lo spread era a 600, ora siamo a 100. E, a differenza di quanto sostengono i renziani, sembra sposare la proposta di Beppe Sala e Carlo Calenda di una gestione collegiale del Nazareno per ripartire, senza andare allo scontro sul segretario in assemblea o affrettare il congresso. È un esecutivo "legittimo", afferma, ma se sui mercati non c'è turbolenza è indice di "attesa, non di fiducia". Paolo Gentiloni prende le distanze dalle scelte di Matteo Renzi.

Roma, 7 mag. - Un governo neutrale che porti l'Italia al voto e, nella più ottimistica delle ipotesi, resti in sella fino a dicembre per approvare la legge di stabilità e scongiurare l'esercizio provvisorio.

Ma il meglio arriva con la dichiarazione sul piano sociale della faccenda: "Per la demografia - dice infatti il premier - noi abbiamo bisogno di migranti nel nostro Paese, è inutile far finta che non sia così".