Cultura: nuova edizione record del Salone del Libro di Torino

Cultura: nuova edizione record del Salone del Libro di Torino

La 31esima edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa in positivo, con un numero di visitatori in crescita rispetto all'anno passato. A complimentarsi per l'originalità dello spazio espositivo è stato anche il sindaco di Torino Chiara Appendino; il primo cittadino ha inoltre sottolineato lo stretto legame esistente tra il capoluogo torinese e la città di Pordenone, accomunati dalla grande passione per il mondo del libro.

Festa Mobile così si chiama la sezione che il direttore, Nicola Lagioia, ha pensato per ospitare scrittori che raccontano altri scrittori, prendendo a prestito il titolo dell'omonimo libro di memorie di Hemingway rimasto incompiuto.

"Per garantire solidità si è deciso di procedere con una convenzione affinché sia la Fondazione Cultura ad operare", ha detto la sindaca. Per tale motivo, lo stand delle Marche è stato vetrina della meravigliosa offerta turistica, ambientale e paesaggistica della regione, grazie al materiale informativo che l'assessorato alla Cultura e al Turismo ha messo a disposizione unitamente ai volumi della Collana i "Quaderni del Consiglio", editi dall'Assemblea legislativa delle Marche. "Nessuno ci potrebbe mai portare via il Salone, perché questa comunità non è replicabile" e ha aggiunto: "Se l'anno prossimo ci saranno ancora problemi a causa dell'overbooking, la Regione rinuncerà all'Arena Piemonte per lasciare posto agli editori".

MARCHIO - Non fa in tempo a chiuedere i cancelli la 31esima edizione che si guarda già alla successiva, in programma dal 9 al 13 maggio 2019. "Sono tutti punti di una sottile linea rossa che unisce il Salone al suo futuro". Mentre volge al termine la 31ma edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che sarà ricordata come quella delle grandi affluenze, mentre al Lingotto i riflettori si spengono e ciascuno si prepara al rientro, è molto forte la speranza di essere stati testimoni di una ripartenza per una nuova narrazione, in cui leggere diventi, anche in Calabria, un qualcosa di importante da condividere, proteggere e far crescere. Non è però tutto oro quel che luccica e, una volta spenti i riflettori e conclusi i sorrisi di rito, resta l'amaro in bocca degli editori relegati nell'inesistente Padiglione 4 che, a conti fatti, non possono certi dirsi soddisfati di questo Salone.