Cannes, attesa per Lars von Trier

Cannes, attesa per Lars von Trier

La scena "incriminata" ha causato la fuoriuscita dalla sala di un centinaio di persone e pare ritraesse il protagonista del film, un serial killer interpretato da Matt Dillon, nell'atto di sparare a due bambini con un fucile da caccia, facendo saltare loro la testa.

Il cineasta danese non è nuovo a questo tipo di critiche e ne ha mai fatto un vanto personale.

Molti degli spettatori che sono rimasti in sala, si sono coperti gli occhi nei momenti più crudi; altri hanno invece riso dello spettacolo... Ecco l'uomo in tutta la sua bruttezza, sembra dire Von Trier, irridendo come sempre a ogni aspirazione umana alla giustizia o alla bellezza, paragonate a desideri infantili. Eppure "BlacKkKlansman" e "The house that Jack built" sono all'opposto per filosofia: il primo è forse il film più ottimista di Spike Lee, che certo denuncia lo scandalo del razzismo ancora attuale in America, ma lo fa con un accento di speranza per il futuro; il secondo è il film più crudele e nichilista di Lars Von Trier, che mostra un'umanità che sembrerebbe guidata solo da istinti assassini.

Stati Uniti, 1970. Jack è un ingegnere psicopatico con tendenze ossessivo-compulsive. Dopo aver ammazzato una donna che gli aveva chiesto soccorso per strada, si convince di dover continuare ad uccidere per raggiungere la perfezione.