Berlusconi, la procura generale di Milano non si oppone alla riabilitazione

Berlusconi, la procura generale di Milano non si oppone alla riabilitazione

Sono state rese note le motivazioni con cui il Tribunale di Milano ha deciso per la riabilitazione di Silvio Berlusconi. È quanto trapela dagli uffici di Roberto D'Alfonso. I giudici avevano deciso la riabilitazione in base al "requisito della buona condotta" di Berlusconi, dopo l'espiazione della pena per il caso Mediaset. Il provvedimento si conferma dunque definitivo.

E i "carichi pendenti" dei procedimenti Ruby ter in corso a "Milano, Roma e Torino" non escludono "di per sé la sussistenza della regolarità della condotta". La riabilitazione, che era comunque già esecutiva nei suoi effetti a prescindere da un eventuale ricorso, cancella tutti gli effetti della condanna che Berlusconi aveva subito nel processo sulla compravendita dei diritti televisivi, compresa l'incandidabilità prevista dalla legge Severino.

I magistrati hanno restituito alla Sorveglianza il fascicolo. E scrivevano che l'ex premier "non ha riportato condanne ulteriori" dal 2015 in poi "neanche per fatti antecedenti". Ora la procura generale può decidere se opporsi all'ordinanza del tribunale di sorveglianza entro 15 giorni. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Sul punto, i giudici hanno spiegato di aver seguito la Cassazione, secondo la quale "la mera pendenza di un procedimento penale per fatti successivi a quelli per cui è intervenuta la condanna" non è di "ostacolo" all'accoglimento della riabilitazione, perché vale la "presunzione di non colpevolezza".

Berlusconi intanto è giunto a Sofia per il vertice del Ppe che precede il summit tra l'Ue e i Balcani occidentali.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Non prende parte alla riunione la cancelliera tedesca Angela Merkel.