Bambino Gesù, tornano a casa le gemelline siamesi algerine

Bambino Gesù, tornano a casa le gemelline siamesi algerine

Rayenne e Djihene sono due bambine, gemelle, che hanno da poco compiuto 2 anni.

Finisce con un lieto fine la storia delle due gemelline siamesi che a novembre avevano subito un delicato intervento (al Bambino Gesù di Roma) per essere separate. L'operazione era durata 10 ore e ha visto l'alternanza di 5 equipe per un totale di 40 medici.

Un compleanno speciale, quello di Rayenne e Djihene, le gemelline siamesi algerine che finalmente potranno festeggiare il loro secondo anno a casa, con la propria famiglia. Dopo l'ultima serie di accertamenti di base, necessaria per avere un quadro finale della situazione clinica prima della dimissione, lunedì 14 maggio partiranno insieme ai genitori per la loro città di origine, Oum El Bouaghi, nel nord-est dell'Algeria. Molto meglio rispetto a prima. "Vogliamo ringraziare l'Ospedale, i medici e gli infermieri che ci sono stati sempre vicini per tutto questo tempo", ha aggiunto il papà.

"Fino a poco tempo fa - continua Mebarki - io e mia moglie proprio non immaginavamo cosa ci potesse riservare il futuro, ma ora è arrivato il momento di tornare a casa".

Le piccole, come si vede nel filmato pubblicato in questa pagina e realizzato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ora muovono i primi passi e pronunciano alcune parole in italiano, tra cui mamma, papà, ciao, acqua. Il loro percorso riabilitativo, tuttavia, sarà piuttosto articolato: nei prossimi anni, infatti, dovranno essere sottoposte ad altri interventi correttivi. "Ci mancheranno un bel pò - commenta Inserra -Rimandiamo a casa le bambine in una condizione clinica stabile". In futuro dovranno essere controllate di nuovo perché hanno un'importante asimmetria della gabbia toracica: il loro problema più grande. Prevediamo che torneranno al Bambino Gesù fra un anno circa. A salutarle, visibilmente commossi, la presidente del nosocomio della Santa Sede, Mariella Enoc, il direttore del dipartimento chirurgico, Alessandro Inserra, e lo staff di medici e infermieri. Oggi riescono a mantenere la posizione eretta e camminano un po' disordinatamente, ma il lavoro riabilitativo ha dato grandi risultati.