Android P beta si può già installare su questi 11 smartphone

Android P beta si può già installare su questi 11 smartphone

Google Corporation incentiva il perseguimento dei propri obiettivi di miglioramento ed ottimizzazione agli ecosistemi operativi Android anche nel contesto della sicurezza informatica proponendosi attraverso una serie di contromisure ad hoc che si pongono a margine di quelli che sono gli aspetti puramente funzionali degli OS. Un risultato incredibile, raggiunto in soli due anni dal lancio ufficiale, con un altissimo potenziale di crescita. Dovremmo aspettarci di sentire nuove funzionalità per Google Assistant, nonché alcune nuove integrazioni con Google Home, lo smart speaker per la casa.

Android Things affonda le sue radici sui servizi cloud di Google: dal momento che la potenza computazionale dei dispositivi sui quali il sistema operativo è molto limitata, il sistema operativo poggia su Google Assistant e su Google Machine Learning spostando tutte le attività più complesse sui server remoti della società di Mountain View. Il sistema Google Assistant, per fare un esempio, potrà attivare il condizionatore automatico alla temperatura desiderata, avviare la musica e mandare messaggi. Lo ha confermato ieri la casa di Mountain View, annunciando il rilascio della versione 1.0 del suo software che, da quando era stato presentato con il nome Project Brillo ormai nel 2015, era avanzato a piccoli passi in versioni destinate agli sviluppatori.

"Android Things è il sistema operativo gestito di Google che ti consente di creare e gestire dispositivi di Internet of Things su larga scala".

La prima funzionalità si chiama "batteria adattativa", è una funzione che apprende come l'utente utilizza lo smartphone e impara quali sono le applicazioni più importanti per quest'ultimo.

Android Things non sembra pertanto un modo per schiaffare il logo Google su qualsiasi dispositivo domestico, e non, ma una strategia per cementificare ancor di più la presenza del robottino verde all'interno del nascente settore IoT e della tecnologia in generale.

C'è poi una nuova funzionalità che riguarda la gestione della luminosità automatica adattativa. Google sta inoltre testando un animale virtuale in grado di guidarci per le strade della città. Di più: per rendere più gestibile la visualizzazione con il notch, Android P potrebbe spostare l'orologio dall'estremità destra a quella sinistra così da distribuire le icone su un display bipartito. Consapevole del successo dell'applicazione, Google si prepara a lanciare un concorrente basato su Google News, il suo sistema AMP per caricare le pagine più velocemente e YouTube.

La prima beta di Android P è già disponibile oggi, ma c'è un'interessante novità.

Infatti l'ultima versione beta del sistema operativo mobile di Google non sarà installabile solamente sui Pixel e Pixel 2, ma nella lista dei dispositivi compatibili ci sono già i Sony Xperia XZ2, Xiaomi Mi Mix 2s, Nokia 7 plus, Oppo R15 Pro, Vivo X21, OnePlus 6 e l'Essential Phone.