"Una pianta sarda blocca il virus dell'Hiv", la scoperta dell'Università di Cagliari

Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie. In altre parole, la molecola individuata blocca gli enzimi che permettono al virus di replicarsi. Si tratta dell'Hypericum scruglii nota anche come bacchetta, una pianta che si trova esclusivamente negli altopiani carbonatici della Sardegna. Gli studiosi, guidati dalla virologa Francesca Esposito e dalla botanica Cinzia Sanna, hanno estratto dalle sue foglie alcuni metaboliti appartenenti alla classe dei floroglucinoli prenilati, che testati su saggi biochimici si sono dimostrati efficaci inibitori di due enzimi chiave alla base della replicazione del virus dell'HIV, come l'HIV-1 integrasi (IN).

L'approccio innovativo usato nello studio, che coinvolge i gruppi di ricerca di Virologia e di Botanica del Dipartimento cagliaritano, mette in pratica la biodiversità metabolica delle piante per scovare singole molecole in grado di agire su più funzioni enzimatiche. E' infatti in corso da 8-9 anni un progetto di studio delle specie endemiche dell'isola che ha permesso finora di testare 20-25 estratti di tali specie capaci, grazie all'isolamento, di produrre composti del tutto originali. Il lavoro di ricerca sull'Hypericum Scruglii è stato coordinato da Francesca Esposito, virologa, e Cinzia Sanna, botanica, entrambe ricercatrici facenti capo al Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente ed è frutto di una sinergia con altri ricercatori dell'Università di Cagliari, delle Università della Campania e dell'Insubria e del Max Planck Institute for Chemical Ecology di Jena (Germania). L'Hypericum scruglii - la pianta al centro dello studio - è stata individuata in tempi relativamente recenti, ed è stata denominata dall'attuale direttore dell'Orto botanico dell'Università di Cagliari, Gianluigi Bacchetta, in onore del prof.

L'approccio multitarget usato dai ricercatori sardi mira a diminuisce il numero di farmaci che un paziente sieropositivo deve assumere, e quindi lo studio dà l'amo per un successivo sviluppo di farmaci antivirali. Questi farmaci, però, possono avere diversi effetti collaterali.

Del gruppo che ha firmato la ricerca fa parte anche Enzo Tramontano, professore di Microbiologia e presidente della Facoltà di Biologia e Farmacia dell'Università di Cagliari, che a proposito della scoperta ha affermato: "Serviranno studi specifici per migliorare la struttura chimica della molecola e renderla più potente".